Consiag, le risposte al comune di Prato
L'amministrazione comunale di Prato, principale socio non ha approvato il bilancio (positivo) 2010 di Consiag. E il gruppo nato nel 1975 chiarisce
“Con il processo di aggregazione di Consiag in Estra, l'azienda ha inteso operare una crescita, rafforzando sia i principi che hanno ispirato la nascita di Consiag sia la sua capacità di stare sul mercato”. E' con questo spirito che Paolo Abati ha intrapreso la sua presidenza in Consiag. Dal suo insediamento nasce l'avventura che ha visto l'incontro delle tre aziende toscane del gas di Prato, Siena e Arezzo. Questa idea ha trovato presto tanti sostenitori e il parere favorevole di tutti i soci.
“Perché – spiega Abati - l'obiettivo finale è quello di guardare al futuro. Avere un'azienda toscana importante, quotata in Borsa e capace di farsi rispettare dai colossi nazionali che, altrove, monopolizzano il mercato”. Il percorso, in una regione affetta storicamente da campanilismi, non è stato facile e non può dirsi certo concluso.
“Noi abbiamo la testa rivolta in avanti – è ancora Abati a precisarlo -, non siamo certo rimasti fermi al Medio Evo. Clienti, soci, territori di riferimento, sostenibilità: sono questi i nostri valori”.
Se il Consiglio comunale non ha mai discusso l’operazione di aggregazione di Consiag in Estra, non è perché il Comune di Prato non era in grado di conoscere i dettagli di tale operazione. I vari rappresentanti della giunta del Sindaco Cenni, dal luglio 2009 in poi, sono sempre stati presenti a tutte le assemblee dei soci Consiag. Soprattutto, fino al 4 luglio 2011, non avevano mai fatto mancare il proprio voto favorevole alle deliberazioni dell'assemblea dei soci.
Naturalmente, anche a quelle in cui era stata affrontata la questione dell’operazione societaria di aggregazione in Estra (vedi nota allegata).
E' difficile parlare di “carenze informative”, dopo che si è preso parte a tutte le decisioni assembleari incluse quelle sul bilancio 2009 e sulla pianificazione dei programmi aziendali per il triennio 2010-2012 (vedi ancora nota allegata).
E' stata contestata la legittimità degli affidamenti effettuati dal Comune di Prato a favore delle società del gruppo Consiag e l’inadeguatezza dei prezzi praticati. Al di là delle considerazioni giuridiche che potrebbero essere sollevate al riguardo, e al di là delle considerazioni che i prezzi sono stati determinati a seguito di un'istruttoria svolta dagli uffici tecnici comunali, si prende atto che, con deliberazione di Giunta del 9.12.2010 n. 558, a ConsiagServizi è stato affidato, per 5 anni, il servizio di gestione manutentiva e call center relativi al sistema informatico comunale. Inoltre, sempre il Comune di Prato, con nota del 10/06/2011, ha richiesto a ConsiagServizi di prorogare la durata naturale del contratto in essere per la gestione della pubblica illuminazione, fino al 31.12.2011. E' incomprensibile affermare da una parte che gli affidamenti sarebbero illegittimi e i prezzi non congrui, mentre dall'altra parte si perfezionano nuovi atti di affidamento a favore della società ConsiagServizi.
Sulla decisione del Comune di Prato di indire una gara per la distribuzione di gas naturale (v. pronunciamento Antitrust nella nota allegata), la giunta comunale sostiene che farebbe conseguire un introito per le casse comunali e, per tale ragione, sarebbe utile per l’interesse dei cittadini. Ma, una cosa è garantire un maggior flusso economico nelle casse del Comune, altra cosa è garantire un servizio, efficiente e sicuro, cioè rispondente alle più attuali normative dell'AEEG. Il Comune ha bandito una gara che impone al soggetto vincitore di versare una cospicua somma a favore del Comune stesso, ma il pagamento di tale somma, ovviamente, influirà sia sulla qualità, sia sui costi del servizio. In altri termini, il Comune ha bandito una gara per “fare cassa” e i costi di tale operazione saranno riversati sul cittadino, chiunque sia il vincitore della gara.
Secondo il Comune di Prato, non vi sarà necessità di “duplicare” la rete di distribuzione oggi esistente. Così dicendo, però, si omette di specificare che sarà necessario realizzare nuove infrastrutture, perché il servizio svolto per i cittadini di Prato avviene utilizzando anche infrastrutture poste sul territorio degli altri Comuni, e viceversa. In sostanza, il Comune di Prato, bandendo una gara autonoma rispetto agli altri Comuni, avrà necessità di realizzare nuove infrastrutture per rendere autonomo un impianto che, ad oggi, è unico per 16 comuni e strutturato in modo da funzionare su scala sovracomunale. Altri costi che, inevitabilmente, ricadranno sul cittadino.











