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Digitale terrestre in Toscana, disastro?

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Antenne e parabole tv
 
Antenne e parabole tv

Le zone montane rischiano un oscuramento di molti canali tv, anche di quelli Rai. Il grido d'allarme del presidente dell'Uncem

C'è preoccupazione in Toscana per l'anticipazione del passaggio dei canali tv dal sistema analogico al sistema digitale terrestre. E' stata soprattutto UNCEM Toscana e il suo presidente, Oreste Giurlani, che hanno lanciato un vero e proprio grido d'allarme sull’imminente switch-off.

Il Governo ha infatti anticipato per la Toscana il passaggio dalla piattaforma analogica a quella digitale terrestre all’autunno 2011, ma molti territori non sono ancora pronti ed attrezzati per questo cambiamento. In realtà, non sembrano attrezzate soprattutto le reti televisive a partire dai canali Rai. Infatti, ancora in larghe zone della regione molti canali in digitale non sono fruibili e questo lascia supporre che alcuni abbonati Rai potrebbero non ritrovarsi più tra i canali disponibili quelli per cui pagano il canone.

Inoltre, per molte emittenti locali ci saranno da sostenere onerose spese per la sostituzione degli impianti di trasmissione. Altre non sanno ancora se saranno in grado di poter continuare a trasmettere o se dovranno chiedere la frequenza agli altri operatori.

Nei territori rurali e montani potrebbe quindi andarsi a delineare un quadro estremamente critico, specialmente per il diritto alla libera informazione dei cittadini: il rischio infatti è che, per la mancanza di copertura della connettività in banda larga, gli abitanti di molte zone periferiche restino tagliati fuori e impossibilitati a ricevere gran parte dei canali televisivi, sia nazionali che locali. In questo frangente, a rimetterci saranno soprattutto le fasce più deboli della popolazione, tra cui gli anziani e le persone con un basso livello di istruzione, che saranno vittime di un doppio digital-divide: informatico e televisivo.

Uncem denuncia che le operazioni necessarie per il cambiamento, dall’analogico al digitale, sui territori non sono supportate in alcun modo dal Governo, andando così ad aggravare la situazione di molte zone periferiche della Toscana che si trovano ad essere già fortemente penalizzate in seguito ai continui tagli da parte del Governo centrale sulle risorse locali e sui servizi di prossimità.

“La situazione in Toscana – dichiara Oreste Giurlani, Presidente di UNCEM Toscana - era già critica in molte aree rurali e montane fin da prima, con il segnale analogico, come per esempio in Val di Chiana dove non si ricevono molti canali nazionali. E’ paradossale quindi pensare di affrontare un passaggio importante, come quello al digitale terrestre, con queste premesse e senza alcun sostegno da parte del Governo. UNCEM Toscana, in veste di rappresentante degli Enti Montani, ha espresso forte preoccupazione e richiesto ai livelli istituzionali superiori di procedere a mappare e monitorare le criticità sui territori, in modo da poter pianificare le azioni necessarie e provvedere all’individuazione di possibili soluzioni”.

“Quello che inoltre vogliamo evitare – aggiunge Giurlani - è che molte zone si ritrovino in futuro costrette ad utilizzare la piattaforma satellitare, con un arretramento rispetto a quanto da anni avevamo invece faticosamente conquistato sul piano della ricezione del segnale televisivo. Il passaggio al segnale digitale terrestre in Toscana dovrà quindi essere gestito a livello regionale mettendo in campo tutte le azioni necessarie per evitare problemi ai Comuni e alle Emittenti locali. Ho esposto la questione anche in Consiglio Regionale, prima della pausa estiva, in sede di VI Commissione, dove sono state portate le osservazioni sulla nuova Disciplina in materia di impianti di Radiocomunicazione”.

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