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Edilizia e urbanistica sostenibile, sguardi dal mondo

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Zero Energy Space
 
Zero Energy Space
La casa nel suo tour indiano

Dall'India agli Stati Uniti, come cambiano i concetti di edilizia e urbanistica per garantire un'impronta ecologica più sostenibile

Si chiama  Spazio Zero Energy ed è partito alla conquista dell'India. L’obiettivo è ambizioso: arrivare entro la fine di quest’anno a 250.000 cittadini indiani e mostrare quali pratiche sostenibili possono essere normalmente integrate in ogni edificio. Infatti, da 5 anni a questa parte nel paese asiatico l’attenzione del comparto edile ai principi della bioedilizia sta registrando una crescita importante. Protagonista indiscussa di questa rivoluzione verde è un'architetta austriaca.

E' stata lei a sviluppare questo progetto. Isabelle H. Dhruv Futnani, in cinque mesi, ha selezionato e raccolto quelle che a suo giudizio rappresentano le più avanzate tecnologie attualmente disponibili. Quindi, ha realizzato 360 mq in grado di consumare solo il 40% dell’energia necessaria ad un’abitazione di simile metratura, completamente alimentata da energia solare e capace di risparmiare il 40% della risorsa idrica. E' la giovane architetta austriaca a spiegare quali sono gli ideali che animano il suo lavoro: “Sono affascinata dal potenziale degli edifici a energia zero. Sappiamo che gli edifici in tutto il mondo consumano circa il 30% al 40% dell'energia totale prodotta. Vogliamo dimostrare che ogni singolo edificio ha la possibilità di essere ad alta efficienza energetica e che è possibile ridurre il consumo di energia dal 30% al 40%. Questa è una soluzione fondamentale per i cambiamenti climatici”.

La casa presenta soluzioni “globali” nella ricerca della riduzione dell'impronta ecologica: Germania, Giappone, Corea, Austrialia, Stati Uniti, India e non solo. Si è andati alla ricerca delle migliori soluzioni mondiali per rendere la casa sostenibile e autosufficiente in fatto di consumi. Compresi mobili e altro in perfetto stile ecocompatibile.

Zero Energy Space è un grande esempio di “approccio olistico e integrato”. E' la stessa Futnani a descrivere l'abitazione: “Gli accorgimenti coinvolgono tutto a partire dall'illuminazione, la refrigerazione e l'isolamento dell'edificio. Vernici solari riflettenti in grado di ridurre la temperatura di superficie fino a 5 gradi Celsius sono stati applicati sulle pareti esterne e sul tetto. Le finestre sono realizzate con doppi e tripli vetri con proprietà di riflessione solare capaci di svolgere un ruolo di primo piano nel sistema abitativo. Il carico di raffreddamento è ridotto drasticamente e l'impianto di climatizzazione è in grado di lavorare in modo ancora più efficiente. L'illuminazione è fatta con l'aiuto della più recente tecnologia LED. In questo progetto, usiamo solo un po 'più di una lampadina normale per illuminare l'intero spazio (78 W per luce 360 mq) e un 1 condizionatore tonnellata per 350 metri quadrati (di solito sono molti di più). I requisiti di alimentazione sono curati dal sistema fotovoltaico installato sul tetto e tutta la potenza generata viene salvata in una banca di batteria, per fornire più di 6 ore di back up energetico. L'edificio non ha alcun collegamento alla rete elettrica e si autoalimenta. Il bagno è con tutti i dispositivi di risparmio dell'acqua per salvare le nostre risorse di acqua dolce.”

Perfettamente in linea con la bioedilizia: infatti, un edificio verde è definito come un edificio che consuma meno energia, meno acqua e risorse e fornisce un ambiente interno  più sano rispetto ad una costruzione convenzionale. Ha risparmi energetici e di manutenzione ridotti, rende il design e la costruzione adatta a qualsiasi tipo di progetto.

L'edificio è trasportato in un pezzo solo e , come si diceva, sta facendo il proprio viaggio in India da Chennai a Mumbai e New Delhi per essere presentato nelle mostre sulle costruzioni del paese orientale.

 

 

L'altra buona pratica arriva dagli Stati Uniti e riguarda l'urbanistica.

Infatti, Miller's Court a Baltimora è stata premiata dalla  US Environmental Protection Agency (EPA) che ogni anno assegna un premio ciascuno ai cinque migliori progetti USA (National Award for Smart Growth Achievement 2010). Si tratta di un vero e proprio tributo alla sostenibilità urbana che vuole stimolare le altre comunità degli States a mettersi sulla buona strada.

Miller's Court è un modello di integrazione di riqualificazione ad uso misto con la conservazione di un importante edificio storico. E' ispirato da principi di progettazione sostenibile per aiutare a rivitalizzare un'intera comunità. Situato nel quartiere storico di Baltimora, Charles Village, il rinnovato Miller's Court è un modello per il riuso di strutture storiche nei quartieri urbani. In una zona di transizione della città, questo progetto di sviluppo è rivolto verso il quartiere esistente e mira creare nuovi uffici e spazi residenziali per  rivitalizzare una proprietà a lungo abbandonata. Il progetto è stato anche un catalizzatore per lo sviluppo del quartiere circostante, creando un senso di sicurezza e dimostrando l'impegno a lungo termine per la comunità.

Nell'ambito del programma, lo sviluppatore ha ricevuto il sostegno finanziario pubblico in cambio della garanzia che una percentuale degli appartamenti sarebbe stata a prezzi accessibili  per i residenti di reddito non elevato. Nel programma è previsto anche un uso misto degli uffici aperto alle organizzazioni non profit, in particolare a quelle che supportano il sistema scolastico e giovanile.

Gli appartamenti che possono avere da 1 a 3 camere da letto sono pensati, fondamentalmente, per i nuovi insegnanti che vogliono risiedere a Baltimora.

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