"Estra, l'eccellenza nei servizi pubblici"
Prato, la Piana Fiorentina e i comuni soci. Anche questo è know-how che Consiag ha portato in Estra. Il punto di vista del Sindaco di Sesto Fiorentino
Scheda biografica
Nato a Sesto Fiorentino nel 1959 da una famiglia operaia di solida tradizione antifascista, scopre l'impegno politico durante il liceo, spinto dalle battaglie per la democrazia in Cile. Si iscrive per pochi anni alla facoltà di fisica, poi trova lavoro all’Unicoop Firenze, dove si occupa d’informatica e logistica. Nel 1980 inizia la sua esperienza istituzionale nel Consiglio comunale di Sesto Fiorentino, dove resta fino al 1999. Primo segretario e cofondatore dei Ds sestesi, è stato componente della segreteria della Unione Metropolitana Fiorentina e di quella regionale. Dopo un’esperienza nel Consiglio provinciale di Firenze (dov’è eletto nel 1999), diventa sindaco di Sesto Fiorentino nel 2004 e viene confermato cinque anni dopo. È sposato con Francesca, dalla quale ha avuto due figli, Andrea di 23 e Marta di 19 anni.
Uno dei comuni che ha sempre creduto al consorzio tra enti pubblici per una migliore erogazione dei servizi pubblici è Sesto Fiorentino. Lo ha fatto da socio di Consiag, lo fa oggi che Estra si affaccia sul panorama nazionale, accreditandosi come importante multiutility dell'Italia centrale e player nazionale del mercato libero dell'energia con una delle società del gruppo, Estra Energie.
Gianni Gianassi, sindaco di Sesto Fiorentino non si sottrae al confronto e traccia un quadro delle scelte politiche della sua amministrazione e delle prospettive che immagina per il gruppo Estra.
Economie di scala e competizione sul mercato dell’energia: le valutazioni del sindaco di Sesto Fiorentino sulle dimensioni delle imprese e sull’importanza delle aggregazioni.
Non c'è ombra di dubbio che nel mercato dei servizi pubblici si siano create situazioni fortemente diseguali. Se il punto di riferimento è quello europeo, e deve esserlo per forza, molti dei player attuali sono figli di lungimiranti politiche nazionali e locali che hanno creduto nell'aggregazione e nella dimensione di scala delle imprese. Con o senza l'apporto di capitali privati, con o senza il ricorso al capitale di rischio. In Italia, grazie anche a una legislazione perfettamente imperfetta, questo mercato diseguale si è realizzato soprattutto nel nord del paese. Energia, acqua, rifiuti, telecomunicazioni e trasporti si sono pian piano concentrate in poche mani.
La Toscana ha sofferto per la dimensione piccola o piccolissima delle sue imprese, gelosamente custodite dai comuni. L'errore più grosso è da ascriversi al fallimento dell'operazione di concentrazione multiutility tentata nella Toscana centrale nella seconda metà degli anni ‘90. alla lungimiranza industriale non seppe corrispondere la saggezza politica.
Oggi i percorsi sembrano inversi, superate le gelosie per la governance, quello che preoccupa di più i proprietari delle aziende di servizi destinati a gara è la possibilità o meno di vincerle giocando ad armi pari con i giganti del nord o d'Europa. C'è però un dato da considerare in aggiunta al semplice contenuto economico alla base dell'erogazione del servizio. Il controllo e la partecipazione da parte delle comunità della programmazione dei servizi, del livello delle tariffe, dal contributo sociale che questo comparto può dare. Certo, stanti le norme, può sembrare inutile parlare del valore sociale dell'impresa pubblica o semipubblica se poi queste non risultano concessionarie del servizio. Proprio per questo le operazioni di aggregazione di aziende pubbliche sono decisive per il futuro del sistema regionale. Estra rappresenta un'esperienza d'eccellenza in questo campo. L'idea è giusta, il coraggio dei soci è stato all'altezza della sfida: costruire un soggetto imprenditoriale controllato dai comuni soci, capace di reggere la competizione, partecipare e vincere le gare e disponibile a costituire il nucleo di più importanti aggregazione o partnership, a cominciare dalla distribuzione dell'energia per poter guardare con speranza alla costruzione, anche da noi, di una grande azienda, nazionale, multi-servizi.
Il territorio di riferimento: un valore, un retaggio storico, un’identità da difendere?
La storia industriale delle aziende erogatrici di servizi pubblici ci ha insegnato quanto sia stato ed è importante il legame e il rapporto con il territorio di riferimento. Il territorio non è solo un insieme di clienti ma un luogo dove imprese e famiglie sono i clienti, dove l'organizzazione delle città contribuisce a fare la qualità della vita e dunque a tenere alto anche il valore aggiunto del servizio. Impegnarsi affinché questo patrimonio di partecipazione ed esperienza non vada diffuso in aziende con cantieri locali ma direzioni distanti è la frontiera moderna per rendere efficiente il servizio pubblico. Accettare la sfida significa giocare nelle gare anche la conoscenza e competenza territoriale.
Energia distribuita, un nuovo paradigma per le democrazie del XXI secolo dell’importanza di saper coniugare ambiente, economia e razionalizzazione delle risorse?
Nel campo dell'energia diventa decisiva, se già non lo è da tempo, la mission ambientale. Questa ha due facce: una sociale per rendere territorio e pianeta migliori, per contribuire alla diminuzione delle emissioni, per giocare un ruolo sul tema mondiale del clima; un’altra industriale per sfruttare, in un paese povero di risorse energetiche, tutte le opportunità che la natura ed il mercato offrono. Perciò non può essere disgiunto il ruolo di controllo degli enti e dei cittadini sull'erogazione dell'energia da quello di una richiesta perché cresca la quantità di energia pulita e perché aumentino le opportunità per i cittadini di sfruttare incentivi e contributi. Ritorna puntualmente il tema della domanda precedente: a chi preme di più la buona gestione del territorio se non agli enti locali e ai loro cittadini? Per potere dare una risposta corretta a questa domanda è però necessario attrezzarsi per realizzare alleanze industriale tali da consentirci di partecipare con successo alle fasi di selezione dei gestori.











