Green economy in Toscana è anche Estra
Alessandro Piazzi dal gennaio 2009 è l'amministratore delegato di Estra.
SCHEDA BIOGRAFICA
Alessandro Piazzi vive a Siena. Laureato in filosofia. Ha insegnato nelle scuole medie e nei licei ed è stato docente universitario di Storia della Filosofia. Dal 1996 al 2006 è stato membro del cda di Banca Toscana. Nel 2001 viene nominato vicepresidente del cda di Consumit spa. Nel 2002 è nominato membro del cda di Monte Paschi Banque Parigi. Oggi è membro della Deputazione Amministrativa della Fondazione MPS. Dal gennaio 2002 è l'amministratore delegato della società Intesa spa e dal gennaio 2009 della società Estra
Con lui abbiamo inaugurato questo spazio Focus con cui si promuove anche il nuovo sito Estranotizie. Uno spazio all'interno del quale proporremo momenti di approfondimento e punti di vista che aiutino a comprendere le dinamiche che fanno da sfondo all'azione del gruppo Estra: da quelle più globali, legate al mercato dell'energia; ad altre più locali, ma comunque significative, legate al territorio e alle realtà in cui il gruppo opera o intende impegnarsi.
Estra nasce nel 2009 con una connotazione fortemente legata al territorio. A due anni di distanza che valutazioni si possono fare di questa scelta?
Le valutazioni sono ottime. E' stata una scelta importante: ha consentito il varo di un soggetto industriale competitivo e dinamico per la nostra realtà regionale e per l'intero panorama nazionale. L'esperienza di Estra ha destato notevole interesse nel mondo dei servizi pubblici, confermando quanto sia stata importante la via dell'aggregazione che abbiamo scelto di percorrere. La nostra “filosofia” si è basata su due elementi: saper interpretare le esigenze del territorio ed essere una multiutility a capitale interamente pubblico. I primi due anni ci dicono che siamo già una società forte e consolidata sul mercato, che vuole allargare i propri orizzonti.
Estra ha origine in Toscana, dalle esperienze di Prato, Siena e Arezzo e rivendica un radicamento territoriale “storico”. Oggi, aspira a diventare un player internazionale nel mercato dell'energia e ad avere il pieno riconoscimento dei mercati finanziari. Sarà possibile tenere insieme i due livelli?
Rispondo con alcuni dati. Siamo cresciuti, Estra ha iniziato la propria espansione partendo proprio dal centro Italia: l'ultimo caso riguarda l'Abruzzo e Molise, dove abbiamo acquisito il ramo di vendita del gas della società Baiengas. Nelle Marche ci siamo ulteriormente consolidati, acquisendo la società Offida gas (n.d.r.: in totale 10mila clienti per 12 milioni di metri cubi di gas). Nella fascia adriatica abbiamo 30 mila clienti gas e abbiamo raggiunto 450mila clienti gas ed energia elettrica in un'area compresa tra Abruzzo, Toscana, Umbria, Marche, Molise e nelle arqee metropolitane (Roma, Milano, Torino). L'estensione della rete di vendita ha camminato di pari passo con la vicinanza al territorio. I nostri uffici al pubblico stanno a dimostrare quale sia la nostra visione strategica: 21 in Toscana, 1 in Umbria, 5 in Abruzzo, 3 sportelli tra Marche e Molise. Non si tratta di due livelli alternativi o contrapposti, caso mai di una strategia del territorio e per il territorio: Estra ha una struttura sempre più solida che le permette, oggi, sul fronte dell'approvvigionamento dell'energia di fare importanti accordi con operatori internazionali. Questo dinamismo non è fine a se stesso, la nostra crescita sul mercato libero dell'energia comporta un'opportunità in più per i nostri clienti, finalizzata a tenere sotto controllo la spesa energetica. E' evidente quanto sia importante per il nostro Made in Italy, ovvero per il mondo delle piccole e medie imprese, avere una diminuzione sensibile dei consumi in bolletta. L'upstream è anche un contributo che possiamo dare allo sviluppo economico locale.
Estra è una multiutility fortemente orientata al mercato dell'energia. Una scelta obbligata dal momento che, secondo molti addetti ai lavori, la transizione dal petrolio alle rinnovabili non può prescindere da questo combustibile.
Voglio chiarire alcuni concetti. La nostra non è una scelta di comodo o di semplice utilità. Anzi, è stata proprio all'origine dell'aggregazione tra Consiagas, Intesagas, Eta3. Ha un orizzonte molto più ampio del semplice ramo gas. Siamo una multiutility perché la nostra holding può contare su know-how, competenze e attività diffuse: gas, elettricità, distribuzione gpl, telecomunicazioni, servizi e, da ultimo ma non per ultimo, le energie rinnovabili. Sono la sostenibilità e lo sviluppo i presupposti alla nostra azione industriale e – credo di poter dire - coincidono perfettamente con le esigenze dei nostri territori e del nostro Paese. Ancora due esempi: grazie alla campagna “Consumi indigesti?” di Estra Clima in poco meno di 3 anni sono state evitate oltre 750 tonnellate di emissioni di anidride carbonica e i clienti hanno risparmiato 400mila metri cubi di gas. A Montegemoli, nel comune di Piombino, entro il 2011 sorgerà un parco fotovoltaico tra i più grandi della Toscana che a regime produrrà 6,5 MWp di energia elettrica servendo oltre 7mila abitanti. Consentirà di una minore immissione nell’atmosfera di 6mila tonnellate di anidride carbonica, 21 tonnellate di ossido d’azoto, 12 tonnellate di anidride solforosa. Risparmio previsto 2.000 tep (tonnellate equivalenti di petrolio). Ho fatto questi esempi e ne potrei fare molti altri. Se il gas è il nostro attuale core business, il risparmio energetico e le energie rinnovabili sono temi su cui già oggi possiamo vantare risultati e progetti importanti. Lo sviluppo sostenibile per Estra non è un fiore all'occhiello, da esibire, ma una filosofia, che è parte integrante della visione strategica che ci consentono di valorizzare i territori, incentivando il loro sviluppo e tutelando l'ambiente.











