Se la "rivoluzione verde" comincia in casa
Serena Pillozzi, Assessore all’Ambiente del Comune di Campi Bisenzio analizza le difficoltà nella Piana Fiorentina legate alla qualità dell’aria che respiriamo.
SCHEDA BIOGRAFICA
Nata a Firenze il 2 gennaio 1974 Serena Pillozzi è residente a Campi Bisenzio. Dopo la maturità scientifica (conseguita presso il Liceo Leonardo da Vinci di Firenze), si è iscritta a Scienze Biologiche presso l'Università di Firenze e ha conseguito la Laurea nel 1998. Dal 2000 svolge la sua attività lavorativa presso il Dipartimento di Patologia e Oncologia Sperimentali dell'Università di Firenze dove si occupa di Ricerca oncologica, in particolare riguardante leucemie e linfomi. Attualmente, è uno dei membri del Comitato Scientifico dell'Associazione Italiana contro le leucemie i linfomi e il mieloma (AIL), sezione di Pistoia. E' coniugata dal 2004 e da un anno mamma di Alberto
Si entra nel “Generale Inverno” e i dati sull'inquinamento diventano sempre più seri e preoccupanti. Maggiore utilizzo delle automobili, riscaldamenti accesi per un numero maggiore di ore via, via che il freddo incalza, sono le due situazioni che aggravano l'inquinamento atmosferico di questa zona geografica. Siamo nell'area metropolitana: qui, insistono le due maggiori città della Toscana, Firenze e Prato, ma anche i tre comuni più popolati nella provincia di Firenze, Scandicci, Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio. Già qualche giorno addietro, i primi sforamenti per l'Inverno 2010-2011 e le prime misure restrittive per arginare lo smog.
Come si risponde all’emergenza inquinamento della Piana?
Abbiamo un documento comune ai principali enti nella Piana. Risale al marzo del 2010, è stato sottoscritto dai rappresentanti dei Comuni dell’ Area Omogenea Fiorentina (Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio, Calenzano, Firenze, Lastra a Signa, Sesto Fiorentino, Scandicci e Signa).
In pratica, sono state stabilite delle modalità di intervento suddivise in tre moduli ad impatto progressivo, da applicare a partire dal giorno successivo all’avvenuta comunicazione da parte di ARPAT dello sforamento dei limiti. Tali misure restano in vigore finché non si rientra nei limiti di legge.
Quali sono le modalità?
Al primo e secondo giorno si prevede una riduzione del periodo giornaliero di funzionamento degli impianti di riscaldamento, che potranno rimanere in funzione al massimo per 8 ore giornaliere. Sono esclusi gli impianti installati negli edifici adibiti ad ospedali, cliniche o case di cura assimilabili, compresi gli edifici adibiti a ricovero o cura di minori o anziani, scuole e asili. Contestualmente, è prevista una riduzione della temperatura impostata negli impianti di riscaldamento: un massimo di 17 gradi per gli edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali e assimilabili; 18 gradi per gli edifici non rientranti nella categoria precedente. Sono esclusi sempre gli impianti installati negli edifici adibiti ad ospedali, cliniche o case di cura assimilabili, etc. Nei giorni successivi (terzo e quarto) scatta prima la limitazione alla circolazione dei veicoli particolarmente inquinanti, poi una limitazione generalizzata (quinto e sesto giorno) ad eccezione dei veicoli più ecologici.
La questione riscaldamenti è particolarmente importante, come ci ricordava qualche tempo fa un convegno organizzato da Publies a Villa Montalvo.
Sicuramente. Il nostro ente comunale collabora attivamente con Publies, da anni. I controlli non hanno scopi sanzionatori ma di vera e propria prevenzione: verificare gli impianti termici serve a mettere in sicurezza le persone, ma anche a ottimizzare l’uso del proprio riscaldamento. Un consumo più oculato produce un minore impatto sull’inquinamento atmosferico, con benefici per il nostro ambiente, e sull’economia domestica, con benefici per le tasche delle famiglie.
Secondo i dati diffusi da Publies, questi tipi di controlli hanno prodotto un risparmio di oltre un milione di metri cubi di combustibile in un biennio. Un bel risultato. E’ sufficiente?
Un bel risultato, non c’è che dire. Ma, è evidente che non è sufficiente. Bisogna agire sulle coscienze delle persone, e non mi riferisco a Publies. Faccio un esempio: a volte chiedere di abbassare di un grado la temperatura interna agli edifici sembra un sacrificio enorme. Eppure, 17-18 gradi mi sembrano più che sufficienti a garantire un alto livello di tepore degli ambienti interni, se si esclude le strutture che ospitano soggetti più deboli.
Nella sua professione si dice che prevenire è meglio che curare. La politica fa abbastanza per prevenire il problema inquinamento?
Può fare di più, molto di più. Il documento sottoscritto nel marzo del 2010 è stato un passo importante. Ma solo il primo. E’ evidente che davanti a certe questioni “globali” le misure di Campi non sono sufficienti. Serve un fortissimo coordinamento tra enti locali, con l’adozione di misure comuni. Serve un’azione politica che sappia assumere la questione ambientale come intrinseca alle altre: la mobilità e l’urbanistica, d’ora in avanti, non possono essere più declinate in modo indipendente tra un comune e il suo dirimpettaio. Il trasporto pubblico, le infrastrutture, la questione dei rifiuti sono tutti temi che riguardano l’organizzazione dell’area metropolitana, intesa come tutti i Comuni che ne fanno parte. A questo si aggiungono comportamenti che, oggi, vengono definiti “virtuosi” ma che, ben presto, debbono diventare un patrimonio comune a tutta la società.
Abbiamo detto del PAC (Piano di azione comunale antismog), una misura che coinvolge 8 comuni dell’area fiorentina tra cui il Comune di Campi Bisenzio. Avete preso altre misure di livello comunale?
All’interno del PAC Piano di Azione Comunale per la qualità dell'aria, reso obbligatorio a seguito della normativa regionale in materia di contenimento emissioni inquinanti, la Regione ha consentito ai comuni di attivare un sistema di incentivazione ai cittadini, per il 2009, oltre che per automobili anche per la dismissione di impianti di riscaldamento inquinanti. In base a tale direttiva è stato fatto un progetto per 30 mila euro complessive da erogare ai cittadini sulla base di un bando che contenesse le regole di accesso e di erogazione del contributo. Alla fine le domande sono state 46, quelle approvate 40 per un contributo totale di 20 mila euro.
Inoltre, per quanto riguarda le caldaie comunali, è stata attuata una politica di miglioramento degli impianti esistenti a servizio degli edifici pubblici sia per la riduzione dell'inquinamento derivante da combustibili con alte emissioni inquinanti, sia per il risparmio energetico. Sono state eseguite le sostituzioni di alcuni grossi impianti a gasolio (Scuola Fra Ristoro, Scuola S.Martino) e sono in fase di appalto la sostituzione della caldaia a gasolio della Scuola Verga e in avanzata fase di progettazione la sostituzione della caldaia della Scuola Andersen con una ad alto rendimento. A questi interventi si deve aggiungere il progetto di integrare gli impianti di riscaldamento con il solare termico, allo scopo di ridurre l'esigenza energetica di combustibile e, conseguentemente, di emissioni in varie scuole di Campi (Scuola media Garibaldi, Scuola elementare Marco Polo, Scuola media Matteucci, Scuola media Verga).











