Investire sui giovani
La ricetta del Governatore toscano per sconfiggere la "depressione" economica
Fine 2010 fitto di impegni comunicativi per il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: dagli incontri con la cittadinanza e gli elettori, a quelli con categorie e rappresentanti delle aziende di servizio pubblico. Proprio da questa serie di incontri scaturisce un quadro dettagliato delle prospettive politiche che il Governo toscano immagina per la propria regione.
Nelle varie occasioni pubbliche in cui è stato possibile ascoltare il Presidente Rossi il quadro che emerge è quello di una difficoltà oggettiva legata ai conti pubblici nazionali che determinano di anno in anno una razionalizzazione dei costi se non addirittura una progressiva ed estrema riduzione degli impegni di spesa, a danno degli enti locali e regionali. E per i cittadini toscani, ma non solo, non è una garanzia per un futuro migliore.
TOSCANA e SERVIZI PUBBLICI
Naturalmente, uno dei capitoli principali riguarda i servizi pubblici e i loro costi. Servizio idrico (acqua), servizi di igiene ambientale (rifiuti), trasporti pubblici locali (su ferro e gomma) e più in generale la programmazione dei servizi.
Sono questi i temi che coinvolgono la Regione e l’azione di governo della Toscana, secondo il Governatore proveniente da Pontedera.
Non altri (“sul gas non abbiamo potere, perciò stiamo zitti”), sicuramente. Ma, sono tanti e importanti egualmente. Probabilmente, proprio perché è abituato a spostarsi, più semplicemente perché è consapevole di quanto siano importanti in termini di modernità: Rossi ripone grande attenzione sul tema della mobilità. E sul trasporto pubblico: ferrovie, autobus ma anche viabilità stradale. E non è tenero con nessuno. Come dimostra anche la recente “dichiarazione di guerra” (leggi Class action) minacciata contro Trenitalia, Anas e Autostrade a seguito della paralisi dei trasporti seguiti alla nevicata di metà dicembre.”La Regione nel 2011 arriverà a stanziare quasi 200 milioni di euro”, sono tanti sottolinea il Governatore toscano, ma non bastano. Perché il Governo ha tagliato quasi il doppio dei fondi (360 milioni di euro) e perciò resta un “buco” di quasi 180 mila euro. Senza contare che il taglio previsto per il 2012 sarà ancora più drastico (380 milioni di euro). La ricetta sottolineata dal Governatore è la stessa che lui ha applicato quando era Assessore della Sanità: “razionalizzare e riorganizzare i servizi, concentrare le aziende per selezionarle, ridurre il più possibile gli sprechi”. Un esempio per tutti: “nel campo del trasporto pubblico locale quanti magazzini ci sono per il ricovero dei mezzi di trasporto, quante officine e quanto si può risparmiare razionalizzando questi costi?”
Le domande di questo tenore, in materia di servizi pubblici, potrebbero riguardare tanti settori: perciò, si pensa, a livello regionale, ad una concentrazione capace di determinare anche un miglioramento dei servizi.
Liberare risorse è possibile, secondo Rossi: “tagliando i CdA, concentrando gli enti, diminuendo gli sprechi di gestione, valorizzando e sfruttando le risorse umane presenti nelle aziende pubbliche”.
Non è un mistero che in Toscana, anche attraverso una legislazione regionale in materia, si pensi ad un riordino degli Ato sia in ambito di rifiuti che di acque. Un capitolo che, per ora, è ancora lontano dalla piena attuazione, anche per le proroghe di livello nazionale.
E il Governatore però non trascura i casi virtuosi, già presenti sui territori locali, come quello dell’Ato dei rifiuti (Ambito Sud) della Toscana, che ha portato alle aggregazioni delle province di Arezzo, Grosseto e Siena.
Insomma, il costo della produttività della Pubblica Amministrazione è importante per Rossi, che non nasconde che esistono dei problemi di fondo. “Non si può pensare di tornare alle municipalizzate, ma non si può nemmeno immaginare di ridurre considerevolmente ogni anno i fondi per i servizi pubblici”. Allora, è come pretendere di far passare un cammello per la cruna di un ago? Non proprio. Rossi ha scomodato un esempio cooperativo di estremo successo (Unicoop in Toscana, con i tanti soci e la fiducia accordata da molti risparmiatori-consumatori anche sotto il profilo degli investimenti), “perché bisognerà inventarsi qualcosa di nuovo” e immaginare di dare una mano ai nostri servizi pubblici, attraverso un progetto di finanziamento basato sulla cooperazione potrebbe non essere una bestemmia.
Un’idea che ha fatto sobbalzare sulla sedia i consiglieri regionali della Lega Nord Toscana, che quando sentono parlare di Coop in Toscana si arrabbiano moltissimo.
TOSCANA e PRATO
Una delle tappe del Governatore è stato a Prato, una realtà toccata di frequente. Anche alla luce dell’ennesima crisi di una delle aziende simbolo della città. Quella Sasch che è anche di proprietà del primo Sindaco di centrodestra della città, Roberto Cenni.
Il prossimo 28 gennaio il presidente della Regione Toscana sarà a Prato per annunciare, in collaborazione con la Provincia e con le amministrazioni comunali, le linee guida del progetto per Prato.
“La scommessa – ha detto recentemente in un incontro del Pd pratese – è di rilanciare tutti insieme lo sviluppo, consapevoli che da solo nessuno potrà farcela. Contiamo di approvare il progetto entro 2-3 mesi ricevendo i fondi anche dall’Unione Europea. A Bruxelles si sono detti disponibili a concedere finanziamenti per sostenere Prato”.
Per ottenere risultati concreti, il Governatore toscano ha chiesto un impegno forte sia delle istituzioni locali che degli imprenditori. “Occorre risvegliare la voglia di investire. Un segno positivo di una voglia di riprovare viene da quegli imprenditori pratesi che hanno rilevato la Mabro”.
TOSCANA e FUTURO
Il Governatore nell’ultimo incontro annuale con i giornalisti ha promesso che il 2011 sarà l’anno dei giovani. “In Toscana – ha detto Rossi – ci sono 121.000 disoccupati, 70.000 dei quali sono giovani. Il 30% dei giovani tra i 30 e i 34 anni vivono ancora nella casa dei genitori. In 20.000 svolgono stage e tirocini senza alcuna remunerazione. Sono la parte della Toscana che soffre di più. Noi vogliamo aiutarli a prendere in mano la loro autonomia, a costruirsi un futuro. Chiederemo il contributo di tutti: banche e fondazioni, enti pubblici e istituzioni religiose, categorie economiche e sindacati. La Toscana ha la forza per reagire alla crisi e se punterà sui giovani si rimetterà a correre”.
Complessivamente il Progetto giovani della Regione mette a disposizione delle varie linee di intervento 300 milioni di euro in tre anni, tra fondi nuovi e fondi rimodulati, il doppio di quanto previsto in precedenza.
La prima partita è quella dell'aiuto all'affitto dell'abitazione, per la quale sono stanziati 45 milioni di euro. Il contributo sarà di 200 euro mensili su tre anni per le coppie con figli, e di 150 euro mensili per le coppie senza figli, single e giovani in convivenza (studenti e lavoratori fuori sede). L'erogazione dei contributi partirà da luglio. Sostegno anche all’acquisto della prima casa , che potrà contare su un fondo complessivo di 30 milioni di euro. L'idea è quella di stipulare un accordo con i costruttori, in modo che dopo un periodo di locazione massimo di 4 anni a canoni migliori di quelli di mercato il beneficiario possa avere la possibilità di trasformare l’affitto in acquisto a prezzo agevolato. In questo caso è previsto un contributo al costruttore che aderisce al progetto, pari a un massimo di 30mila euro in caso di acquisto al termine dei quattro anni di locazione. I giovani potranno anche contare su un contributo di € 150/200 al mese per i 4 anni di affitto a integrazione del canone di locazione
Si chiamerà «Dignità del giovane in formazione» la parte del progetto, di assoluta novità in campo nazionale, che assicurerà 400 euro mensili ai giovani diplomati e laureati impegnati in stage e tirocini. La Regione metterà a disposizione 33 milioni, sempre a partire da luglio. Dei 400 euro 150 saranno a carico della Regione e 250 a carico dell'impresa (massimo 12 mesi). A questo si aggiungerà un contributo di 6000 euro alle aziende per la loro assunzione. Il Servizio civile regionale sarà finanziato con 45 milioni nel triennio, per consentire a 3000 giovani di svolgere ogni anno questo impegnativo lavoro. Nel 2010 i giovani che hanno potuto usufruire di questo canale sono stati 700, ma le domande domande erano 2700.
Ancora, la rimodulazione dei fondi comunitari consente alla Regione di finanziare con 30 milioni di euro il sostegno dell'imprenditoria giovanile in agricoltura, con contributi e agevolazioni, così come verranno mantenuti i sostegni all'imprenditoria giovanile e ai giovani professionisti. All'interno di Fidi, la finanziaria regionale, nascerà una nuova branca, una sorta di Fidi Giovani, per sostenere coloro che hanno l'intenzione di avviare una attività imprenditoriale, anche non di alta innovazione. Sono previsti prestiti d'onore fino a 50.000 euro per i laureati che intendono frequentare master all'estero, e vengono confermate le borse di studio. Per Rossi bisogna intervenire, altrimenti “rischiamo una pesante frattura generazionale e l'emarginazione di una parte importante della società. Non possiamo permetterlo e il Progetto Giovani ci aiuterà a scongiurare questo rischio”.











