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Referendum e siccità, il 2011 anno sabbatico dell'acqua?

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Erasmo D'Angelis e Gaia Checcucci
 
Erasmo D'Angelis e Gaia Checcucci
Presidente Publiacqua e Segretaria generale Autorità Bacino dell'Arno in conferenza stampa

Publiacqua: riforma nazionale e regionale per garantire gli investimenti per i prossimi 10 anni, oltre 700 milioni di euro per mettere in sicurezza il territorio

A primavera più che la siccità, fu l'esito referendario a scardinare anni di legislazione vigente. Adesso ci si è messo il caldo record e le precipitazioni praticamente nulle (v. allegato, a cura del Lamma) a mettere ulteriormente in crisi le aziende che gestiscono il ciclo idrico integrato. Anche in Toscana. Infatti, è stata proprio Publiacqua in questi giorni a lanciare un vero e proprio grido di allarme.

 

L'azienda idrica dell'Ato 3 Toscana ha reso noto che è di 550 milioni di euro la cifra utilizzata da Publiacqua nei primi 10 anni di attività, oltre 740 milioni quelli che saranno utilizzati da oggi al  2021.

In particolare, nei prossimi anni il 39% delle risorse sarà utilizzato per gli acquedotti, il 35% per le fognature, il 16% per la depurazione e il 10% in servizi generali. Il 55% delle risorse sarà impegnata nella manutenzione delle reti e degli impianti e il 36% in nuove opere. Secondo i dirigenti della più importante azienda toscana di servizi idrici, gli interventi di Publiacqua rappresentano per la Toscana una eccezionale potenzialità di occupazione nell’indotto, stimabili in 1700 occupati, tra dipendenti e indotto. 
“Per fare in fretta e mettere l’intere territorio al sicuro, occorrono investimenti ingenti. Per realizzarli occorre però che il Governo e il Parlamento rendano operativa l’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza della risorsa idrica varata 4 mesi fa dopo il referendum, nominando i 3 membri. E c’è bisogno della riforma regionale. Solo così potrà essere superato l’attuale clima d’incertezza sulle problematiche finanziarie generali e di vuoto legislativo”, spiega Erasmo D’Angelis, presidente di Publiacqua. 

Interventi da realizzare per l’approvvigionamento idrico
E’ prevista la realizzazione del nuovo invaso di Gello nel pistoiese, di due invasi nel Chianti e della centrale idrica Autodromo, che diventerà il perno dell’intero sistema distributivo del Mugello. E’ poi previsto il potenziamento dei sistemi di captazione e trattazione delle acque di falda dell’area pratese, con interventi complessivi per il miglioramento dei circa 7.000 km di rete di acquedotti e degli impianti gestiti da Publiacqua, a partire dall’ulteriore salto tecnologico dell’Anconella che garantisce acqua a 1.3 milioni di abitanti completando i lavori di rinnovo, ampliamento ed adeguamento del sistema di telecontrollo. 

Interventi realizzati
Dal 2001 al 2010 Publiacqua ha investito oltre 500 milioni di euro per interventi di diversa natura e portata. Di questi 500 milioni di euro, il 50% è stato utilizzato per potenziare le infrastrutture acquedottistiche e per migliorare la qualità dell’acqua erogata (impianti dell’Anconella, a Pontassieve, a Figline e a Mantignano), garantire l’approvvigionamento nelle zone tradizionalmente soggette a ricorrenti crisi idriche (completamento dell’Autostrada dell’Acqua nella direttrice Firenze-Prato-Pistoia, realizzazione della Superstrada Idrica Anconella-Chianti e dell’impianto dell’Andolaccio a Barberino del Mugello); il 20% delle risorse è stato utilizzato per la depurazione (completamento dell’impianto di San Colombano e ristrutturazione dell’impianto di San Giovanni Valdarno); il 18% è stato impiegato nelle infrastrutture fognarie (avvio dei lavori dell’emissario in riva sinistra a Firenze e realizzazione dei collettori Pian di Scò-Matassino e Vaglia-San Piero a Sieve). Da segnalare che il 50% delle risorse, quindi oltre 200 milioni, è stato utilizzato per la realizzazione di nuove opere. Gli interventi hanno coperto tutte le zone, dall’area metropolitana Firenze, Prato e Pistoia, al Mugello alla Val di Sieve fino al Valdarno e Chianti fiorentino.

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