Sciopero dei Sindaci
Anci Toscana minaccia di bloccare il censimento 2011
Continua la mobilitazione dei sindaci italiani contro la manovra economica del Governo. Una giornata nazionale di protesta che si svolgerà contemporaneamente in 8094 Comuni italiani, durante la quale i sindaci riconsegneranno al Governo la delega su Anagrafe e Stato civile. Il 15 settembre è il D-day scelto dal Comitato direttivo dell’ANCI che si è riunito a Roma l'8 settembre (in allegato il documento approvato e la lettera ai sindaci del segretario generale Angelo Rughetti).
In occasione della giornata di protesta, i sindaci apriranno le porte dei municipi ai cittadini, per dare notizie sui costi dei comuni e informare sugli effetti della manovra nei singoli enti.
Alla mobilitazione (hanno aderito anche Conferenza delle Regioni e Upi) si uniranno una serie di altre iniziative, tra le quali il ricorso alla Corte costituzionale contro gli articoli 4 e 16 della manovra, ovvero quelli che obbligano i Comuni alla dismissione delle società partecipate e che intervengono sull’organizzazione istituzionale dei 5800 Piccoli Comuni sugli 8 mila totali.
Anci Toscana, ha poi lanciato anche una nuova iniziativa. “Se non ci saranno modifiche alla manovra, come sindaci toscani proporremo di bloccare il censimento 2011”. E' il presidente di Anci Toscana Alessandro Cosimi, sindaco di Livorno a minacciare questa forma di protesta. Al momento una provocazione, ma che rischia di concretizzarsi in qualcosa di più forte. “Il 15 settembre bloccheremo simbolicamente il servizio anagrafe e stato civile e i sindaci e gli amministratori dei comuni apriranno le porte dei municipi ai cittadini per spiegare loro gli effetti della manovra sul loro comune e sulla capacità di mantenimento del livello dei servizi. Si tratta di un’azione simbolica perché non vogliamo creare disagi ai cittadini. Vogliamo spiegare ai cittadini che i sindaci non sono una casta, nei comuni non ci sono più sprechi”. Nel 2012 la manovra economica del governo costerà ai Comuni toscani 458 milioni di euro: un aggravio che sarà determinato non tanto da una ulteriore riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato, quanto piuttosto dal notevole innalzamento del saldo programmatico legato al rispetto del Patto di stabilità interno. È la stima che si ricava dalle prime elaborazioni di Anci Toscana, su dati Ifel e Ministero dell’Interno, relative alle conseguenze per i Comuni toscani della manovra economico-finanziaria che ha avuto il via libera dal Senato. Secondo le previsioni di Anci Toscana il costo della manovra per i Comuni toscani dovrebbe essere all’incirca di 458 milioni di euro, corrispondenti in termini procapite ad una ulteriore diminuzione di risorse a disposizione per ciascun cittadino toscano pari ad altri 123 euro rispetto all’anno precedente. Da segnalare che, su 458 milioni di minori risorse, “soltanto” 68 sono da attribuire ad un effettivo ulteriore taglio di trasferimenti erariali, mentre i restanti 390 milioni, sono risorse che, anche se presenti nelle casse comunali, non potranno essere spese perché “bloccate” dai rigidi vincoli imposti dal patto di stabilità interno.











