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A Calenzano l'impianto a biomasse più grande della Toscana

Previsto l’allacciamento di 1.500 appartamenti e degli edifici pubblici. Fornisce già riscaldamento agli impianti sportivi il cogeneratore a biomasse di Calenzano, entrato da poco in funzione

A Calenzano l'impianto a biomasse più grande della Toscana

Un particolare della centrale a biomasse

L'impianto, il più grande della Toscana, produce energia utilizzando cippato di legna vergine ed è gestito da BioGenera s.r.l,  società costituita dal Comune di Calenzano (45%), Consiag (45%) e Quadrifoglio (10%). Oltre al riscaldamento e al raffreddamento viene prodotta anche energia elettrica. Con un risparmio in bolletta per le famiglie di circa il 20%. Quando saranno conclusi gli interventi edificatori nel centro cittadino, il cogeneratore – che ha comportato un investimento di circa 9 milioni di euro - fornirà energia pulita a circa 1.500 appartamenti e a numerosi edifici pubblici: il riscaldamento e il raffreddamento ai due palazzi comunali, alla biblioteca, all’università e  ad alcune centinaia di abitazioni; solo il riscaldamento ai restanti appartamenti, agli impianti sportivi (palazzetto dello sport, piscina e campi sportivi), ad alcune scuole e agli altri edifici comunali. Alcuni numeri dell’impianto e della rete di riscaldamento:

  • Potenza termica della caldaia: 6,5 MegaWatt termici
  • Potenza termica immessa in rete 3,5 MegaWatt termici
  • Produzione elettrica immessa in rete: circa 6000 MegaWattora  elettrici l’anno
  • Lunghezza rete: 5.200 m
  • N° sottocentrali:4
  • Giorni di funzionamento all’anno:  300gg
  • Giorni di manutenzione : 30 gg/anno
  • Addetti : 4 operai specializzati, 1 tecnico, 1 coordinatore
  • Quantità cippato all’anno:12.000 T

  • “L'inaugurazione del cogeneratore è per noi un traguardo di primaria importanza – ha commentato il Sindaco di Calenzano, Alessio Biagioli – questa Amministrazione, come quella precedente, durante la quale è nato il progetto, punta molto sull'ambiente e sulle energie rinnovabili. Con questo impianto si risparmieranno 1.200 tonnellate l'anno di  Co2 e contribuiremo anche al miglioramento della salute dell'intero Pianeta con l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili”. “Efficienza energetica, energie alternative e tecnologie avanzate sono da sempre obiettivi primari per la nostra azienda  – commenta Paolo Abati presidente di Consiag – per questo da anni abbiamo deciso di puntare su progetti che mirano a raggiungere questi obiettivi, con l’aggiornamento continuo del personale, lo studio di soluzioni sempre nuove e le aggregazioni che sono fondamentali per mantenere una competitività sul mercato. Questo impianto è solo il primo passo di un iter che ci vede impegnati anche sull’eolico, l’idroelettrico e il fotovoltaico con progetti in via di realizzazione in tutto il territorio nazionale”. “L’impianto che oggi inauguriamo rappresenta un esempio positivo di come la produzione di energia, anche elettrica, da biomasse, dovrebbe svilupparsi in Toscana. – ha dichiarato Anna Rita Bramerini assessore all’ambiente ed energia della Regione Toscana - Si tratta di un buon esempio innanzitutto perché questo è un impianto per il quale viene utilizzata legna di provenienza locale, seguendo gli indirizzi del Piano regionale dell’energia a favore della filiera corta. Il che produce un duplice beneficio: favorisce le agrienergie consentendo la produzione destinata all’impianto in maniera bilanciata con le altre colture, soprattutto quelle destinate all’alimentazione, e consente di ridurre al minimo la cosiddetta energia grigia, quella, cioè, che si consuma per produrre, a sua volta, energia.

    In secondo luogo, in linea con quanto si legge nel Piano di indirizzo energetico, la Regione favorisce lo sviluppo di impianti di piccole dimensioni. E le aziende agricole, in questo senso, sono le prime deputate a dotarsi di impianti proporzionati alla loro realtà. Da sottolineare il valore aggiunto che ha questo progetto:  è legato al fatto che per realizzarlo è stata costituita una società tutta di aziende toscane che lavorano in settori diversi ma che si sono unite per uno scopo comune. E’ questa una strada concreta verso la green economy”.

     

    I benefici per l’ambiente di questo intervento infatti sono molteplici: le emissioni in atmosfera saranno minori grazie all’utilizzo di un impianto più grande e tecnologicamente avanzato rispetto alle singole caldaie; verrà utilizzata legna di provenienza locale (entro 70 km), in modo da evitare lunghi viaggi di mezzi pesanti, secondo i dettami della filiera corta. Il cogeneratore contribuirà anche al mantenimento dei boschi e delle campagne, utilizzando ramaglie e potature. Infine ci saranno benefici anche per gli utenti, che non dovranno più preoccuparsi della manutenzione e dei controlli delle proprie caldaie e avranno garantito un costo inferiore rispetto al sistema tradizionale.

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