Ariel, come riciclare la plastica
Valorizzare al massimo il processo di selezione dei rifiuti indifferenziati allo scopo di recuperare plastiche da destinare al mercato del riciclo: al via una sperimentazione avanzata
E’ il progetto Ariel – Advanced recycling implementations to elide landfilling – cofinanziato dall’Unione Europea, a cui già da un anno e mezzo stanno lavorando ASM, Publiambiente e Quadrifoglio. Dopo una prima fase sperimentale, Ariel compie un importante passo in avanti: le tre aziende dei rifiuti, che coprono tutta l’area metropolitana (Prato, Pistoia, empolese-Valdelsa, Firenze), hanno inaugurato l’impianto per la separazione dei flussi di materiale plastico dal rifiuto indifferenziato. L’impianto si trova a Prato nel Polo tecnologico di ASM SpA che fino ad oggi ha ospitato la sperimentazione effettuata con diversi macchinari a noleggio che sono serviti a misurare la capacità di recupero delle plastiche nel metodo di selezione dell’indifferenziato, e la loro applicabilità agli impianti di selezione meccanica attualmente in uso in ciascuna delle aziende. Tra quelli noleggiati e testati, ne è stato scelto uno per passare dalla prima alla seconda fase del progetto, ovvero iniziare una lavorazione vera e propria allo scopo di ricavare materiale plastico il più possibile appetibile rispetto alle richieste di mercato. Del resto, i mesi di sperimentazione sono serviti anche a verificare le opportunità di mercato – peraltro molto attivo – e l’interesse dei riciclatori per la plastica ricavata dalla speciale lavorazione.
La filosofia di Ariel è l’amalgama di conoscenza, esperienza e opportunità: un insieme che, abbinato alle più avanzate tecnologie, può consentire di ricavare materiale riciclabile – in questo caso la plastica – da un rifiuto apparentemente sterile. L’obiettivo è meno rifiuti, meno inquinamento, meno emissioni, meno consumi, più riciclaggio, più mercato delle materie prime secondarie. Per dirla in altri termini: minore è la quantità di rifiuti inviati all’incenerimento, maggiore è il vantaggio in termini ambientali ed economici.
Complesso il funzionamento dei macchinari che compongono il nuovo impianto: il materiale plastico viene individuato per mezzo di un riconoscimento ottico e separato dal resto del rifiuto con getti d’aria compressi localizzati; non solo il sistema è in grado di riconoscere frazioni plastiche, ma anche classificarle e analizzarle singolarmente.
Per tutto il 2011 l’impianto verrà tarato non solo con i rifiuti indifferenziati raccolti da ASM, ma anche con quelli provenienti da Publiambiente e Quadrifoglio. E’ prevista la preparazione di varie tipologie di campionatura in modo da presentarsi sul mercato con un ampio ventaglio di materiali recuperati da utilizzare in sostituzione della materia prima. Sui campioni che saranno ritenuti più interessanti, si concentreranno gli sforzi.











