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Energia Democratica, convegno a Prato

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Ad ASM il punto sulle opportunità della green economy

Energia Democratica, convegno a Prato

Il simbolo di ASM Prato

 

“Energia democratica, quali scenari tra ambiente ed economia”, nei giorni in cui Jeremy Rifkin si trovava in Toscana, e anche a Prato, non poteva esserci titolo più appropriato sulle questioni dell'energia. Il convegno è stato organizzato da ASM e ha riunito personalità del mondo politico, accademico e industriale. Il convegno rientra nelle iniziative del tavolo del distretto ecologico a cui partecipano anche Provincia e Comune di Prato, Gida, Pin. Anche associazione Utilitas sosteneva l'iniziativa.

D'altra parte quello dell’energia democratica è un tema complesso e affascinante in grado di ispirare riflessioni che spaziano dalla politica all’industria, dall’economia al sociale: ASM ha voluto incentrare sull’argomento una giornata di studi servita a sottolineare una volta di più l’inclinazione dell’azienda a rappresentare le idee innovative, sostenibili ed ecologiche che possono svilupparsi sul territorio. Prima dei lavori veri e propri, ci sono stati i saluti del vicepresidente di ASM, Antonio Rancati, e del Vicesindaco di Prato, Goffredo Borchi.

“Il Comune di Prato – ha detto Borchi – è impegnato a far sì che le soluzioni possano trovare sbocchi nonostante la crisi. Nessuno ha l’arroganza teorica di spostare l’attenzione sulla crisi del distretto introducendo oggetti di novità come il distretto verde, ma vogliamo non disperdere nessuna delle occasioni che si presentano”.

Divisa in due momenti la giornata di studio: i lavori della mattina, moderati dal caporedattore de La Nazione di Prato Piero Ceccatelli, è stata riservata alle esperienze delle aziende del territorio che hanno trovato nello svolgimento del loro normale lavoro sbocchi per combattere la crisi, mentre nel pomeriggio si è tenuta una tavola rotonda con la presenza, tra gli altri, del vicepresidente di Iswa International David Newman.

“Il concetto di energia democratica – ha detto Piero Ceccatelli – è uno stimolo interessante, soprattutto perché l’energia è sempre stata associata al potere e spesso causa scatenante di grandi conflitti. Prato può investire su questo fronte, ci sono gli spazi per farlo e soprattutto le capacità”.

La prima esperienza è arrivata da Riccardo Matteini, amministratore delegato del Gruppo Colle che ha spiegato come l’azienda tessile ha saputo trasformarsi e dar vita ad una sinergia, la società PuraEnergie, che conta 22 soci e si occupa di progettazione e realizzazione di centrali idroelettriche e impianti eolici. Tutto è nato dalla necessità di controllare e ottimizzare i consumi dell’azienda, una pratica che ha portato l’imprenditore ad avvicinarsi al mondo della produzione di energia pulita fino a fargli tracciare la via di un nuovo business.

Lamberto Cecchi, titolare del progetto “500gr” ha invece parlato del tessuto cardato di lana rigenerata che è protagonista di una collezione di abbigliamento e accessori per uomo che il prossimo anno debutterà a Pitti Filati. Un materiale che ha un basso impatto ambientale e permette di riutilizzare scarti di lavorazioni tessili e abiti dimessi.

Angelo Pezzati, presidente dell’Interporto della Toscana Centrale, ha illustrato l’impegno contro le emissioni inquinanti e a favore della riduzione dei consumi. Centrato l’obiettivo di movimentare 40mila tonnellate di merci tramite la ferrovia anziché la gomma: tradotto, significa 6mila tir in meno che attraversano la Toscana con tutto le conseguenze positive in termini di minor inquinamento. In più, l’Interporto sta lavorando per dotare le superfici coperte di pannelli fotovoltaici e sostituire l’illuminazione dei piazzali con sistemi a led che, a fronte di un minor consumo, hanno anche una maggiore durata.

Interessante anche l’esperienza della Manifattura Maiano, rappresentata da Sara Casini: l’azienda produce pannelli isolanti termoacustici, dunque semilavorati per l’edilizia ricavati da fibre tessili riciclate. In un anno, la Manifattura Maiano ha riciclato oltre 4.600 tonnellate di fibre tessili altrimenti destinate alla discarica o all’inceneritore.

 

Infine il gruppo Estra, che ha sede a Prato. La multiutility, con Estra Clima, ha realizzato quello che fino ad oggi è il più importante impianto di teleriscaldamento della Toscana. Riccardo Matteini ha spiegato che l’impianto servirà oltre 700 alloggi costruiti a Sesto Fiorentino e che è abbinato al sistema di cogenerazione che permette di intercettare e valorizzare energia termica altrimenti dispersa. Tanti i benefici da un punto di vista gestionale ed economico: negli appartamenti, in sostanza, arriva energia termica, elettrica e frigorifera senza che il proprietario debba preoccuparsi di impianti propri.

Interessanti anche gli spunti della tavola rotonda pomeridiana. In particolare, David Newman, vicepresidente di Iswa International, ha posto l’accento su come e quanto incide la gestione dei rifiuti sul clima. Fondamentale recuperare, riciclare, e per ultimo usare i rifiuti per produrre energia.  Newman ha sottolineato che se proprio non si può fare a meno di produrre rifiuti, almeno si utilizzi ciò che resta per fare energia. E a proposito degli investimenti dei privati nel campo della produzione di energie, il vicepresidente di Iswa International ha detto che l’attrattiva e l’incentivo è dato solo da strategie, politiche e regolamenti chiari.

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