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In pensione i sacchetti di plastica

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Con il 2011 importanti misure normative per la riduzione dei rifiuti più inquinanti

In pensione i sacchetti di plastica

La vecchia, ecologica "sporta" della spesa

Ci sono nuove norme che sanzionano chi abbandona i rifiuti per strada o li getta nei fiumi o nel mare.

E' l'applicazione del decreto che recepisce l'ultima direttiva europea sui rifiuti che prevede sanzioni da 300 a 3000 euro per chi intende disfarsi in modo illegale dei rifiuti (sanzioni raddoppiate se si tratta di rifiuti pericolosi).

Il primo banco di prova è proprio durante queste festività, periodo nel quale lo scarto di materiale organico e di imballaggi tocca il massimo annuale.

Questa novità chiama in causa i cittadini-consumatori: grande attenzione dovrà essere messa nella separazione, il primo passo che viene fatto proprio nelle case. Separare bene il cartone dalla plastica, il vetro colorato da quello trasparente, le lattine in alluminio e le lattine per bevande, i contenitori in acciaio,il rifiuto organico di origine domestica. Sono tutti passi che se fino ad oggi sono stati fatti per un concetto quantitativo di alleggerimento dell'indifferenziato, d'ora in poi andranno orientati principalmente per migliorare la qualità di cosa si separa e come.

Infatti, le aziende specializzate sottolineano come da una raccolta differenziata di qualità può derivare un riciclaggio di qualità, tale da avviare anche il nostro Paese alla società europea del riciclaggio, secondo il principio affermato dal Dlgs 205/2010 che recepisce la direttiva comunitaria 2008/98/Ce.  D'altronde è proprio la Comunità Europea, che invita i propri abitanti a cambiare abitudini, valutando in termini economici ed ambientali ricadute che possono dare impulso alla green economy, a cominciare dal riciclo dei rifiuti.

Ma, una rivoluzione ancora più  significativa riguarda lo scoccare del 2011.

E' la tanto attesa dismissione dei sacchetti di plastica non biodegradabili. Ogni anno in Italia si stima un uso di circa 20 miliardi di sacchetti in plastica, ottenuti dal petrolio sotto forma di polietilene o PE, con un tempo di decomposizione millenario.

Al loro posto buste di carta e shoppers biodegradabili. Questi ultimi in tre mesi si decompongono e possono essere inseriti nel contenitore per il materiale organico di origine domestica.

Già oggi nei supermercati, soprattutto quelli che sposano filosofie sostenibli e solidali, è possibile vedere tanti consumatori che utilizzano una borsa in stoffa, riutilizzabile più volte per fare la spesa.

Quello degli imballaggi è il fronte più importante: i singoli cittadini possono intervenire per ridurre la produzione dei rifiuti, essendo costituita da imballaggi il 50% della nostra pattumiera domestica. Certo, occorrerebbe una legislazione europea un pò meno "voluminosa" (nel senso degli obblighi di legge, relativamente all'impacchettamento delle merci).

Comunque sia riduzione, riuso, riciclaggio sono determinanti per ridurre lo spreco di risorse economiche ed ambientali: il principio che ciascun individuo può cominciare ad essere virtuoso partendo dalle abitudini in casa propria è, pragmaticamente, vero e, fondamentalmente,  etico.

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