Ad Arezzo i nuovi orizzonti della musica sperimentale
Prima assoluta del concerto “Suono sommerso” di Roberto Fabbriciani e Robin Hayward
Un concerto dove sarà possibile ascoltare suoni e note elettroniche mai sentite prima d’ora, sintesi della manualità del musicista ma anche di un innovativo progetto scientifico. E’ questo uno dei nuovi orizzonti della musica sperimentale che saranno l’originale colonna sonora di un evento importante: i 10 anni di liberalizzazione del mercato energetico locale che saranno festeggiati in questo modo dalla Coingas S.p.a di Arezzo. L'esibizione musicale s’intitola “Suono sommerso” e si svolgerà in prima assoluta domenica 10 aprile alle ore 17 al Circolo Artistico di Arezzo, Corso Italia 108, davanti a 300 invitati.
Sul palco il flautista Roberto Fabbriciani, nato ad Arezzo, musicista virtuoso e interprete originale con al suo attivo collaborazioni con i maggiori compositori del Novecento (tra questi J.Cage, L. Nono, E.Morricone, K.Stockhausen) e il solista inglese di tuba, Robin Hayward. Dietro le quinte a gestire computer e tutta la strumentazione tecnologica ci sarà il musicista informatico e tecnico del suono Alvise Vidolin. Gli strumenti che saranno usati dai due musicisti saranno del tutto nuovi e inediti per il grande pubblico. Fabbriciani suonerà il flauto iperbasso dalle incredibili sonorità, misteriose e profonde, mentre Hayward la tuba microtonale. Si tratta di due strumenti dalle dimensioni gigantesche (l’iperbasso è il flauto più grande del mondo e misura 13 metri), mentre la tuba è capace di emettere tutti i possibili microintervalli, compresi i terzi, i quarti e i sesti di tono: certi effetti sonori più che il XIII secolo richiamano Jurassic Park.
I suoni prodotti da questi due strumenti saranno filtrati e scomposti da un apposito e innovativo software creato dal laboratorio SaMPL, nell’ambito del progetto “Dimensioni Gestuali” del Conservatorio Cesare Pollini e sviluppato in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova. Il collegamento tra l’enorme flauto e la parte elettronica si sviluppa tramite una piccola tastiera con pulsanti elettronici sensibili al tocco. Ciascun pulsante controlla l’apertura e la chiusura delle valvole servo comandate applicate ai vari fori del flauto iperbasso che in questo modo può essere suonato come tutti i flauti. Questa tastiera viene quindi estesa al controllo delle elaborazioni elettroniche del flauto stesso trasformandolo in un iperstrumento. Microscopiche videocamere riconoscono il movimento delle dita mentre le vibrazioni acustiche vengono captate da una serie di microfoni ed inviate ad un computer che elabora in tempo reale immagini e i suoni dell’iperbasso e li diffonde mediante un sistema elattroacustico.
Questa musica sviluppa la caratteristica principale dell’arte dei suoni: la temporalità e la scomposizione digitale delle note in tantissime parti. In pratica però non è la macchina che crea o elabora i suoni ma l'uomo che usa la tecnologia per controllare lo strumento. Il risultato finale è un suono completamente naturale ma su frequenze fino al limite dei 18 hertz, sotto il quale nessun suono è più ascoltabile. Note abissali e gravi che non hanno niente a che vedere con la tonalità, che possono sparire nel nulla ma che avvolgono l’ascoltatore come una materia solida in una esperienza davvero unica e piena di fascino, da qui anche il titolo “Suono sommerso”.
“L’obiettivo di questo esperimento - spiega Roberto Fabbriciani - è quello di portare la musica d'arte ad un vasto pubblico come è sempre stato nella storia attraverso la fascinazione dei suoni e delle atmosfere. Non musica "imposta" dall'intellettualismo ma che vuole farsi conoscere comunicando ed esprimendo allo stesso tempo il nuovo. Progettare uno strumento come l'iperbasso mi ha consentito di spingermi verso quei territori inesplorati tipici di queste composizioni. L'aspetto tecnologico è servito a fare un ulteriore passo avanti ma non si scrive la musica perché si hanno nuovi strumenti – precisa - ma perché un pensiero musicale innovativo per esplicarsi a pieno ha necessita di questi mezzi”.
Un evento culturale che propone quindi nuovi orizzonti musicali e culturali come quelli che si sono creati dopo dieci anni dalla liberalizzazione del mercato energetico locale.
“In linea con l'attenzione che da sempre riserviamo al sostegno e alla valorizzazione della cultura – sottolinea il Presidente di Coingas S.p.A, Alberto Ciolfi – celebriamo questa ricorrenza organizzando, in anteprima assoluta, questo concerto. Ci è sembrato il modo migliore e il più originale per ricordare i cambiamenti e le nuove opportunità che la liberalizzazione ha comportato anche nella nostra realtà. Prima con la trasformazione in Società per Azioni, a totale capitale pubblico per affrontare nel modo più competitivo i cambiamenti del settore, poi l’organizzazione, nell’ottica dell’aggregazione, attraverso la costituzione di Eta 3 in partnership con Edison e Gestioni Valdichiana. Scelte - aggiunge - che hanno consentito di migliorare l'efficienza, la sicurezza e la qualità dei servizi rafforzando la posizione competitiva dell'azienda per conquistare nuovi mercati. Sono state queste le basi per un profondo processo di ristrutturazione industriale che ha trasformato l'ex consorzio aretino Coingas in un importante gruppo industriale. Adesso - conclude Ciolfi - presente e futuro si chiamano gruppo Estra, la nuova società che nasce tra Coingas di Arezzo, Consiag di Prato e Intesa di Siena. Un'impresa fortemente radicata nei territori dove opera, ma che, per le sue dimensioni, sarà capace di affrontare le sfide di un mercato sempre più competitivo”.











