Campana a terra, in attesa di restauro
Terminata a San Gimignano l'operazione di spostamento della campana, dalla seconda torre più alta di San Gimignano
Si è conclusa con successo Martedì 5 luglio, nella mattinata, l’operazione che ha portato a terra la campana della seconda torre più alta di San Gimignano (48 metri).
Risalente al 1569 la campana risulta spezzata, in parte presumibilmente dall’impeto dei suonatori. Già da diversi anni era adagiata sulla sommità della Torre Rognosa. Presto sarà individuato un percorso di restauro.
La storia della campana
Il 20 dicembre del 1564 la vecchia campana della Torre Rognosa si ruppe e fu deciso pertanto di calarla a terra, rinnovarla e ingrandirla rifondendo altro metallo per un valore complessivo di 25 scudi.
Ancora oggi la campana riporta un’iscrizione con la data, i nomi dei curatori dei Luoghi Pii e quello del fonditore: Vincentius Passantes pisano. Ben visibili poi anche alcuni rilievi. Negli anni trenta la campana risultava alquanto “sbocconcellata” nei punti di percussione del battaglio e soprattutto all’esterno della corona a causa dell’impeto dei suonatori. Lo stesso impeto ha portato presumibilmente la campana a sbattere nell’arco della cupola campanaria danneggiandola. Analogamente alla frammentazione riscontrata nel campanone della Torre Grossa è probabile che anche numerosi danneggiamenti alla campana della Torre Rognosa siano imputabili ai cannoneggiamenti del luglio 1944.
Nell’immediato dopoguerra, infatti, la campana fu sostituita nelle funzioni da una delle campane supersiti della Torre Grossa, nel dettaglio quella minore detta “del banco” che ancora risuona dalla vetta della torre.











