Comuni in "rosso"
Dopo la Finanziaria e i tagli ulteriori è allarme rosso per le casse delle amministrazioni comunali. Si susseguono le iniziative di Anci Toscana
“Come comuni non siamo in una fase 'movimentista', stiamo proponendo soluzioni concrete, correttivi che possano consentire ai comuni di spendere i soldi che hanno a bilancio e di investire sul territorio”.
Ad affermarlo è stato il presidente di Anci Toscana, Alessandro Cosimi, sindaco di Livorno, in occasione della X edizione del Meeting sulla Finanziaria promosso da Anci Toscana in collaborazione con ANCI.
“Come Comuni dobbiamo chiedere più responsabilità – afferma Cosimi –. Abbiamo bisogno di un grado di libertà ulteriore rispetto a oggi”.
Il presidente di Anci Toscana è tornato a ribadire i tre punti su cui occorre intervenire con più urgenza:
- la revisione del Patto di stabilità,
- il rapporto tra interessi a mutuo e spesa corrente,
- lo sblocco dei residui passivi.
“Il combinato disposto di questi elementi toglie ai Comuni capacità di investimento e in questo modo la manovra diventa recessiva, perchè resta in piedi solo la questione dei tagli. Bisogna 'liberare' i Comuni che hanno risorse da spendere”.
Il segretario generale ANCI Angelo Rughetti ha confermato le preoccupazioni di Cosimi: “Abbiamo assistito a tre manovre in poco più di 13 mesi. Nella situazione in cui ci troviamo oggi, il processo del federalismo fiscale è morto, adesso dobbiamo concentrarci su come si fanno i bilanci 2012”.
Come fare?
“L'anticipo dell'Imu al 2012 potrebbe anche avere effetti positivi sui bilanci, a condizione che l'aliquota base venga alzata e che la compartecipazione Iva si trasformi in compartecipazione Irpef, si sta valutando la possibilità di riportare la prima casa dentro la fiscalità locale attraverso un restyling della Tarsu – spiega Rughetti –, stiamo ragionando per impugnare gli articoli 4 e 16 della manovra presso la Corte costituzionale, ci sono grosse incertezze rispetto alla norma sui comuni virtuosi”.
Infine la questione della revisione del Patto di stabilità: “Occorre trovare il modo di spendere e di investire senza andare a incidere sui vincoli del Patto e dobbiamo ragionare su una nuova versione del Patto di stabilità, su un nuovo asse tra Regione e Comuni perchè non ha più senso che questi due soggetti abbiamo regole di Patto diverse. Bisogna anche trovare nuove forme di valorizzazione del patrimonio immobiliare dei Comuni”.
Nel corso del meeting, il direttore scientifico Ifel, Silvia Scozzese ha ricordato l'ammontare del contributo finanziario al risanamento richiesto ai comuni con la manovra 2011: 7 miliardi nel 2013 (2 dei quali da attribuire alla manovra 2011), di cui 2,5 derivanti da tagli di trasferimenti e 4,5 da obiettivi imposti dal Patto di stabilità.
Altri punti su cui permangono elementi di incertezza, secondo Scozzese, sono la distinzione tra Comuni virtuosi e non virtuosi rispetto alla partecipazione al risanamento imposto dalla manovra e la possibile applicazione del Patto di stabilità anche ai Comuni tra 1000 e 5000 abitanti. E sul tema dell'addizionale Irpef: “E' ipotizzabile un appiattimento dell'aliquota verso l'alto da parte della stragrande maggioranza (95,5%) degli enti, con un ricorso alla leva fiscale finalizzato alla chiusura dei bilanci. L'incremento dell'aliquota andrebbe cioè a compensazione del contributo finanziario 2012 richiesto ai comuni e non sarebbe finalizzato all'aumento di servizi o a progetti di spesa pubblica, ferme restando le incognite rispetto a come questo si concilia con le regole del Patto di stabilità”.











