Gas: Estra all'8° posto in Italia
Completato, con l’ingresso di Coingas di Arezzo, il processo di aggregazione. Entro il 2012 anche la quotazione in Borsa
Riuscire a sfruttare le competenze territoriali, aumentare le economie di scala attraverso l’integrazione delle risorse e delle strutture ampliando al contempo la rete di vendita e i clienti. Con questi presupposti e dall’esperienza positiva di Estra Energie Srl, nata nel 2008 dal conferimento del ramo di azienda relativo alla vendita del gas di Prato, Siena e Arezzo (Consiagas, Intesacom, Eta3), è scaturita la scelta definitiva dell’aggregazione delle capo-gruppo (Consiag di Prato, Intesa di Siena e Coingas di Arezzo) per creare una multiutility a partecipazione pubblica di grandi dimensioni: più di 600 dipendenti, oltre 450mila clienti serviti, 5.000 Km di estensione rete. Al 2010 il fatturato si attesta su € 526 milioni, l’EBITDA è pari a € 44 milioni e l’utile è di € 15 milioni.
Qual è il modello cui Estra si rifà? Il neo-gruppo nasce sull’esempio delle regioni del centro-nord, configurando un polo che sarà propulsore di processi aggregativi nel tempo e di nuove società, di nuovi servizi integrati ed efficienti di alta qualità e nuove attività nel settore dei servizi pubblici rivolti ai cittadini.
“Questa aggregazione rappresenta per noi un momento di svolta – ha commentato Alberto Ciolfi, Presidente Estra – che ci consentirà di diventare un grande player nazionale, ancor più di quanto non lo siamo oggi, senza tuttavia dimenticare il forte legame che ci unisce al territorio da cui proveniamo, nostro vero punto di forza. Per i prossimi anni ci prefiggiamo l’ambizioso obiettivo di conquistare un numero sempre crescente di quote di mercato”.
“La quotazione in borsa, che prevediamo di finalizzare nel 2012, ci consentirà di raccogliere capitali per fare investimenti nelle energie rinnovabili e ampliare la nostra presenza nel mercato del gas – ha aggiunto Alessandro Piazzi, AD di Estra -. Grazie alla quotazione, i nostri clienti saranno anche i nostri azionisti. Ci piacerebbe dar vita a un modello che veda al centro il cittadino-azionista, che da un lato acquista i nostri servizi e dall’altro concorre al successo di Estra, traendone un beneficio economico”.
Cinque i mercati in cui Estra opera:
- gas naturale,
- energia elettrica,
- TLC,
- servizi energetici,
- energie rinnovabili.
Oggi Estra ha raggiunto una significativa massa critica con i suoi 830 milioni di metri cubi di gas (+ 9% rispetto all’anno precedente) venduti in Toscana, Umbria, Abruzzo, Marche, Molise e nelle aree metropolitane di Roma, Milano e Torino. Tutto questo senza cambiare la filosofia di base delle tre holding che l’hanno fatta nascere: lo stretto legame con il territorio di riferimento che contribuisce ogni giorno a valorizzare e a sostenere. Per quanto concerne l’energia elettrica, Estra ha venduto nel 2010 oltre 900 milioni di kWh, soprattutto a clienti business.
Altra area su cui Estra punta molto per il prossimo triennio è quella delle energie rinnovabili, vero e proprio driver di sviluppo per l’immediato futuro.A oggi, il gruppo Estra ha investito un totale di € 30 milioni per la creazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, sviluppando una capacità di oltre 300 MW tra progetti realizzati in cantiere e ancora da autorizzare. Nei prossimi 3 anni, il gruppo intende investire € 130 milioni al fine di arrivare alla quota produttiva di quota 70 MW.
“Nella nostra strategia di crescita un ruolo privilegiato è senza dubbio attribuito alle energie rinnovabili – ha aggiunto Paolo Abati, Direttore Generale Estra -. Contiamo di diversificare, non solo fotovoltaico, ma anche biomasse, eolico, trigenerazione, teleriscaldamento: questi sono i settori su cui stiamo puntando e da cui ci aspettiamo ritorni importanti”.











