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Giorno della Memoria

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In Toscana tante iniziative, partite con il treno della memoria

Giorno della Memoria

Dachau: un forno, apoteosi della barbarie

Istituito undici anni fa, il Giorno della memoria rinnova il ricordo del 27 gennaio 1945 quando furono abbattuti i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Una data simbolica per non dimenticare la Shoah, le sofferenze e le persecuzioni patite dal popolo ebraico ad opera del regime nazista. In Italia il Giorno della Memoria 2011, è stato istituito con la legge 211 del 20 luglio 2000 "in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti".

 

“Un’esperienza che segna, che sconvolge”. Così, il presidente Enrico Rossi, dopo aver viaggiato sul Treno della memoria.

“E’ un viaggio importante – prosegue il presidente – soprattutto perché fatto con tanti giovani, gli studenti delle scuole superiori e i loro insegnanti e gli studenti universitari. Giovani che si sono preparati, che hanno studiato e alla fine hanno visitato il luogo dell’orrore vissuto dalla civiltà europea. Abbiamo visto gli esiti di un regime che ha segregato e distrutto ebrei, minoranze, oppositori. Il dovere - conclude Rossi - è quello di non dimenticare e in questo le istituzioni hanno un ruolo preciso e importante”.

Il treno della memoria è alla settima edizione (Firenze - Auschwitz, dal 24 al 28 gennaio 2011) ed è promosso dalla Regione Toscana con il contributo di Fondazione Museo e Centro Documentazione della Deportazione e Resistenza - Luoghi della memoria Toscana di Figline di Prato. Inoltre, collaborazno le amministrazioni provinciali della Toscana Aziende Regionali per il diritto allo studio Universitario, il Comune di Firenze e il circondario Empolese-Valdelsa.

 

Quasi 800 persone sono salite sul Treno della Memoria partito il 24 gennaio dalla stazione di Santa Maria Novella di Firenze diretto in Polonia. Tra questi, 513 sono studenti toscani di scuola superiore; 54 gli universitari; 95 gli insegnanti; gli altri sono amministratori, ospiti e giornalisti. Da Prato, con il contributo della Provincia, parteciperanno 42 alunni e 8 insegnanti. Quest’anno prendono parte al Treno della Memoria, tra gli altri, anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, l’assessore alla Cultura Cristina Scaletti, la consigliera regionale Daniela Lastri, “l’ispiratore” del progetto Ugo Caffaz, lo storico Giovanni Gozzini. Da Prato partono, oltre a studenti ed insegnanti, il consigliere provinciale Luca Roti, lo storico Luca Bravi, per la Fondazione la direttrice del Museo, Camilla Brunelli, le consigliere Sofia Toninelli e Aurora Castellani e vari collaboratori della struttura di Figline. I testimoni superstiti dei lager presenti al viaggio sono le sorelle Andra e Tatiana Bucci deportate ad Auschwitz ancora bambine; il pratese Marcello Martini giovane staffetta partigiana della resistenza toscana, deportato a Mauthausen all’età di quattordici anni; il fiorentino Antonio Ceseri internato in Germania come militare e sopravvissuto alla strage di soldati italiani di Treuenbrietzen.

Quest'anno è stata affiancata una ulteriore iniziativa: “Un nome, una storia, una memoria”, già sperimentato con grande apprezzamento due anni fa.

L'iniziativa è finalizzata alla comprensione di una dimensione più “personale”, di “storia individuale” dei deportati ad Auschwitz. Ogni studente, sia di scuola superiore che universitario durante la visita al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, davanti ad un microfono pronuncia il nome di una giovane vittima. Questo vuole servire ad avvicinare ciascuno alle singole vicende e a far capire che i morti di Auschwitz non sono solo grandi numeri e massa di corpi indistinti, ma individui, spesso ragazzi e ragazze come loro o anche più piccoli, ebrei magari vissuti nella propria città, persone vicine e reali.

 

Quest’anno, ai nomi dei deportati ad Auschwitz scelti per il progetto, oltre ai giovani ebrei arrestati prevalentemente in Toscana e ai deportati politici arrestati soprattutto nei territori del confine orientale dell’Italia, grazie alla collaborazione dello storico Luca Bravi, si sono aggiunti i nomi di “zingari”, di etnia sinti e rom, provenienti da vari paesi europei, internati nello Zigeunerlager (campo zingari) di Auschwitz-Birkenau che fu liquidato nella notte del 1 agosto 1944.

Ad ogni studente è stato “consegnato” il nome già prima della partenza, la cui vicenda lo studente può aver approfondito nel corso delle settimane precedenti al viaggio. Un nome da “custodire” e portare con sé in viaggio per pronunciarlo a voce alta, durante una sorta di “evento collettivo”, davanti al Memoriale di Auschwitz-Birkenau, aggiungendo al nome e al cognome, l’età della morte o, più raramente, della liberazione.

Ma, le iniziative in Toscana sono tante altre. Ad Arezzo il 27 è prevista la deposizione di una corona al cimitero degl Ebrei. In consiglio comunale, lo stesso giorno, una conferenza sulla figura di Primo Levi, dal titolo "Esperimento Auschwitz". Ultimo evento aretino, l'1 febbraio. Al teatro Pietro l'Aretino lo spettacolo, Lagerpuim, dedicato all'ebreo Itzik deportato a Dachau nel 1944 che nel lager immagina di rivivere la sua vita di prima, quando era un attore in un teatro a Varsavia. A Siena, apertura dedicata alle scuole delle Stanze della memoria. Inoltre, la proiezione del video "I 600.000 no: la Resistenza degli Internati Militari Italiani".

Tantissime le iniziative di scuole e amministrazioni comunali per ricordare. Tra le altre si segnalano anche due mostre. A Scarperia si aprirà  domenica, con un concerto, per concludersi il 26 febbraio, la mostra “Voci dal Ghetto”  realizzata da Regione Toscana e Ensemble Alraune, con la collaborazione del Comune di Scarperia e della Pro Loco.

 

Il progetto pittorico di Michele Riccomini “Voci dal Ghetto” nasce parallelamente alla realizzazione del cd musicale Musica e Regime, prodotto in occasione della Giornata della Memoria 2011, con il contributo della Regione Toscana. Il cd musicale è realizzato da Stefano Zanobini ed Andrea Landi su musiche di compositori ebrei e non solo che hanno subito la repressione Nazista. I quadri realizzati sono liberamente ispirati alle struggenti poesie ritrovate dei bambini di Terezìn. Una cittadella trasformata in ghetto/lager dalla spietata macchina nazista. Anche tristemente noto come il lager dei bambini. 15.000 bambini furono qui trasportati, strappati dalle case e dalle famiglie. Furono rinchiusi in attesa di essere trasportati nei campi di sterminio. Solo in 100 si salvarono. Dei 15.000 bambini sono rimaste 66 poesie scritte di loro pugno, di nascosto. Poesie che rappresentano in modo straziante la voce di quei martiri.

A Castelfiorentino, infine, “Dachau 1933-1945. Never again” che rimarrà aperta fino al 6 febbraio. Dachau fu il primo campo di concentramento in Germania, aperto nel marzo 1933, nel quale furono rinchiusi migliaia di oppositori politici tedeschi prima di diventare un campo di sterminio come molti altri disseminati in Germania, Polonia, Cecoslovacchia, Austria.

La mostra presenta una carrellata di 42 foto (formato 30X40) realizzate da Simone Sonetti, Antonio Puccioni, Andrea Colca, Marco Marchetti e Marco Turini in uno dei luoghi-simbolo della dittatura nazista. Dachau fu il primo luogo di detenzione speciale riservata agli oppositori politici del regime, messi fuori legge all’indomani dell’incendio del Reichstag e al decreto sui “pieni poteri” che Hitler si fece approvare per gettare definitivamente alle ortiche la Repubblica di Weimar e con essa tutte le libertà individuali e politiche.

La mostra rimarrà aperta fino al 6 febbraio (orario: feriali 17-20, festivi 10-12.30/16-20).

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