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Il Mugello di 100 anni fa

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A Scarperia, mostra fotografica Alinari e d'Epoca

Il Mugello di 100 anni fa

ll Carducci, in vacanza nel Mugello

Scatti in bianco e nero che raccontano paesaggi che si sono modificati, tecnologie che hanno preso il posto dell’abile lavoro degli artigiani e soprattutto volti che raccontano un tempo antico ma alla base del Mugello attuale. Quattro delle stanze nobili del Palazzo dei Vicari di Scarperia ospitano 69 eccezionali scatti, compresi tra la fine dell’’800 ed i primi anni trenta del ‘900, provenienti dall’Archivio Alinari ma anche da tante collezioni private, e che danno vita ad un percorso attraverso tre sezioni: paesaggi, lavoro e vita sociale. Uno spaccato di un Mugello che non c’è più ma che è alle basi dell’ospitalità, delle tradizioni e dell’enogastonomia della valle toscana.

La mostra è stata inaugurata il 9 luglio e si concluderà il 16 agosto, salvo proroghe.

L’ingresso alla mostra consente ai visitatori di avere compresa nel costo del biglietto di 3 euro, anche una suggestiva visita al Palazzo ed al Museo in esso contenuto.

Per ora, c'è soddisfazione, in termini di affluenza e critica. Non solo turisti, ma anche tanti abitanti della zona, incuriositi dalle proprie origini e dalla possibilità di provare a cimentarsi in una sorta di gioco delle differenze tra le splendide immagini in bianco e nero e la realtà del 2011.

 

La mostra presenta tre sezioni, e 69 scatti, per capire il Mugello di 100 anni fa.


Paesaggi

Il comprensorio del Mugello, della Valdisieve e della Romagna Toscana rappresenta una realtà geografica piuttosto differenziata quanto ai caratteri paesistico-ambientali: questo è infatti costituito da tre grandi partizioni fisico-umane, quali la montagna appenninica e subappenninica, la collina, la pianura che si allarga intorno al fiume Sieve, e i pur esigui fondovalle degli altri numerosi corsi d’acqua.

Le fotografie “d’epoca” offrono chiara testimonianza oltre che di questi caratteri paesaggistici storicamente costanti anche dei mutamenti in atto, fra Otto e Novecento, soprattutto nei principali insediamenti abitati  che tendono a proiettarsi al di là delle cerchie murarie con nuove espansioni urbanistiche e a qualificarsi come “centri di servizio, commercio e industria” per le aree rurali. Contemporaneamente si riqualifica e si potenzia pure  il sistema delle infrastrutture mediante la costruzione di tante strade rotabili e delle ferrovie. Con gli scorci del “bel paesaggio” agrario, del lavoro e della vita quotidiana, degli insediamenti accentrati e sparsi e degli altri beni culturali che non di rado esprimono rilevanti valori di ordine urbanistico, architettonico, artistico e storico, le fotografie “d’epoca” documentano pure aspetti che oggi sono del tutto scomparsi o sono radicalmente mutati: è il caso, solo per fare due esempi, dell’ingente patrimonio architettonico che è andato distrutto a causa del terremoto del 29 giugno 1919, è il caso dei nuovi boschi impiantati fra Otto e Novecento sulle denudate pendici montane.


Il lavoro

Le immagini di questa sezione rimandano ad una realtà agricola estesa e variegata, di pianure e di montagna, secondo le caratteristiche di un territorio fortemente articolato in grandi proprietà fondiarie condotte prevalentemente a mezzadria e in piccole e piccolissime proprietà montane legate all’allevamento, all’attività del bosco (legna, carbone e castagne) e ad una povera agricoltura di autoconsumo. La contiguità con gli antichi insediamenti di fondovalle o di strada esalta il collegamento diretto tra città e campagna, tra lavoro agricolo, artigianato e lavoro a domicilio, secondo il modulo di una campagna per certi aspetti già tradizionalmente “urbanizzata”. Le attività protoindustriali fanno da sfondo ad alcuni insediamenti industriali veri e propri come le filande di Marradi, le fornaci di Borgo San Lorenzo, preludio della futura espansione della piccola industria in tutto il Mugello e la Valdisieve.


La Vita Sociale

La ricchezza della vita sociale documentata dal reperimento di un numero infinito di antiche fotografie di gruppi familiari, feste, occasioni d’incontro, testimonia di un territorio che ha subito un intenso processo di acculturazione, favorito dalla sua dislocazione fra regione padano-adriatica e bacino fiorentino. Il nucleo centrale della vita sociale fra Ottocento e Novecento è ancora la famiglia, nelle sue articolazioni di classe e nelle sue strutture patriarcali e gerarchiche. Seguono le immagini di gruppi scolastici. Eccezionale è la presenza del poeta Giosuè Carducci che soggiornava spesso in Mugello, ospite dell’aristocrazia locale. Ricco è anche il panorama di immagini dedicato alle feste tradizionali, comprese le feste in costume del periodo fascista. Assai diffusi in tutto il comprensorio risultano i gruppi sportivi e in particolare quelli ciclistici, calcistici ed i gruppi musicali. Non mancano infine l’automobile e la passione per le gare sportive che nel comprensorio trovarono una loro consacrazione con la nascita del circuito automobilistico del Mugello.

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