Metano, la rete di Prato vale 110 milioni
Secondo perizia, il valore è 110 milioni di Euro, tanto più dei 49 del bando comunale. Differenza a carico dei pratesi?
E’ stata consegnata oggi al Comune di Prato la perizia redatta da Gestir che individua in 110 milioni di euro, il valore delle reti e degli impianti per la distribuzione del gas nel territorio comunale. Il bando del Comune per l’affidamento del servizio, individua invece in 48,808 milioni di euro il valore che l’aggiudicatario dovrà corrispondere.
Con il suo bando il Comune rischia di svendere il patrimonio formato in oltre 30 anni di gestione del servizio e quindi di impoverire una società (Estra SpA) di cui, fra l’altro, è socio.
Se il Comune non modificherà il proprio bando, la differenza tra le due cifre, rischia di ricadere sulle spalle dei cittadini. Il danno che patirebbe il proprietario delle reti (Estra Reti Gas) dovrebbe essere compensato dal Comune stesso e quindi indirettamente dai cittadini amministrati. I quali, negli anni attraverso la tariffa, hanno già pagato gli investimenti per reti e impianti.
Ma, perché una differenza di valore così rilevante? Per i criteri di valutazione utilizzati.
Il Comune di Prato non ha tenuto conto di quanto stabilisce il decreto Letta e cioè, che il valore deve essere individuato attualizzando ai prezzi odierni il costo sostenuto per realizzare reti e impianti e tenendo conto anche della vetustà delle infrastrutture: quindi calcolando, in base a dei coefficienti, il valore finale.
110 milioni di euro è il valore calcolato da Gestir secondo quanto stabilito dal decreto Letta.
I quasi 49 milioni indicati nel bando invece scaturivano dal calcolo basato semplicemente sulla somma dei costi sostenuti, in passato, per la realizzazione della rete comunale, ulteriormente diminuito dagli ammortamenti effettuati.
La normativa stabilisce che il valore delle reti sia concordato con il gestore uscente e quindi il gruppo Estra auspica che "l’amministrazione comunale di Prato, eventualmente dopo le verifiche che deciderà di fare, e gli accordi che ne seguiranno, aggiorni il valore delle infrastrutture indicato nel bando, in modo che l’eventuale costo sia a carico dell’aggiudicatario e non della comunità."











