Quando il reato di omicidio stradale?
A Dire e Fare, una legge di iniziativa popolare presentata da Sabrina Sergio Gori, sindaco di Quarrata e vicepresidente dell'associazione dei comuni della Toscana
Chi guida in stato alterazione da alcol o droga provocando un incidente mortale o lesioni gravi, non deve solo vedersi ritirata momentaneamente la patente, ma deve ricevere una condanna adeguata al danno che ha causato. E' questo lo spirito della proposta di legge di iniziativa popolare che vuole istituire il reato di omicidio stradale, attualmente non contemplato dal nostro codice penale, avanzata dalle associazioni dei familiari delle vittime della strada e sostenuta da Anci Toscana.
Sabrina Sergio Gori, vicepresidente dell'Associazione dei comuni della Toscana e sindaco di Quarrata (PT), ha presentato la proposta di legge a DIREeFARE, la rassegna dell'innovazione pubblica, cogliendo l'occasione per sottolineare che "più sicurezza per tutti e più legalità non dovrebbe essere una pratica innovativa, ma solo una questione di maggiore responsabilità". "Lavorare nell'ottica della diminuzione degli incidenti e della messa in sicurezza delle strade - ha proseguito Sergio Gori - deve essere un segnale forte: la drammaticità del problema colpisce soprattutto i giovani che sono le principali vittime degli incidenti. In tal senso la famiglia perde un familiare caro mentre la società perde una potenzialità e insieme a questa perde, quindi, il suo futuro".
"Il Comune di Firenze è stato il primo – ha dichiarato l'assessore Massimo Mattei – che ha seguito le proposte delle associazioni "Lorenzo Guarnieri" e "Gabriele Borgogni" impegnandosi per la diminuzione degli incidenti stradali. Con queste e altre associazioni drammaticamente colpite – ha continuato l'assessore - abbiamo impostato un lavoro che ha già portato ad una forte riduzione degli incidenti. Su sollecito delle associazioni abbiamo attuato accorgimenti, un monitoraggio della situazione nel nostro territorio e un sistema di sostegno psicologico per le famiglie che, in questi casi drammatici si trovano atterriti dal lutto ma anche dal sistema burocratico".
Le firme raccolte finora sono già 47.000, ne mancano solo 3000 per raggiungere la quota che consente di presentare la legge in Parlamento. E le associazioni dei familiari delle vittime avvertono che "questa battaglia non finisce con la raccolta di firme a sostegno della proposta di legge". Stefania Guarnieri, per l'Associazione Lorenzo Guarnieri, ha messo in luce la necessità da parte degli enti di sistematizzare l'analisi degli incidenti: "Con la proposta viene presentato un piano strategico decennale sulla sicurezza realizzato in concertazione con i vigili, le amministrazioni, le università. Tale modello, realizzato per il comune di Firenze, rappresenterà un format che può esser adottato anche dalle altre amministrazioni comunali".











