Referendum, subito le nuove regole
E' la richiesta di molte aziende toscane di servizi pubblici, dopo i risultati referendari
“Occorre che la politica scelga la strada del pragmatismo e della risoluzione dei problemi concreti, si esca dalle discussioni simboliche, spesso ideologiche, e ci si dia regole chiare e semplici e obiettivi precisi”.
Questo richiamo alla responsabilità politica, in una situazione di pesante disagio nella quale si trova il sistema delle aziende dei servizi pubblici toscani, è stato al centro della relazione che il presidente di Confservizi Cispel Toscana, Alfredo De Girolamo ha presentato oggi alla III Assemblea dell’associazione. Dopo la tornata referendaria, “il rischio che vedo è che si apra una stagione di no, di conflitti, che genererebbe la paralisi, o almeno il rallentamento dei processi di modernizzazione di questo Paese che non cresce più”, ha detto De Girolamo.
E invece si pone la necessità urgente di superare il ritardo infrastrutturale enorme, nel campo dei rifiuti, delle acque, dell’energia, dei trasporti e della casa.
Il punto critico principale riguarda il servizio idrico all’indomani dei referendum del 12 e 13 giugno. Secondo De Girolamo “il risultato dei referendum è chiaro e inequivocabile e la volontà dei cittadini italiani andrà rispettata, ma a nessuno in fondo interessavano i quesiti nel loro merito, il referendum è stato un appuntamento puramente elettorale, pro e contro questo Governo”. Dopo aver spiegato gli effetti dell’abrogazione dell’articolo 23 bis che in primo luogo, come ha affermato la Corte Costituzionale, fa scattare il Diritto Comunitario, “l’esito del referendum rischia di interferire in Toscana con i processi di affidamento dei servizi di gestione dei rifiuti urbani nelle 3 ATO toscane. Siamo consapevoli che si aprono adesso diverse possibilità per garantire il risultato di politica industriale desiderato, ovvero il gestore di ambito”. Per quanto riguarda l’abrogazione della remunerazione del capitale, c’è il rischio che salti il sistema idrico per il blocco degli investimenti giganteschi (65 miliardi di euro in Italia, 2,5 in Toscana) e soprattutto urgenti e indispensabili per rispettare le norme europee in materia di qualità dell’acqua e di depurazione. Serve un provvedimento urgente, che dia certezza agli operatori e agli investitori. Per questo sarà sensato prendere tutto il tempo previsto dalla legislazione italiana per la promulgazione dei risultati del referendum, "in modo da consentire l’approvazione del provvedimento, da parte del Ministero o della nuova Agenzia, evitando un vuoto legislativo pericoloso”.
A livello regionale l’appello alla responsabilità politica riguarda la legge regionale che dovrebbe sostituire le Autorità di Ambito. La Regione ha la facoltà di sostituire le ATO, definirne il numero e la natura giuridica e distribuire le competenze. E’ possibile dunque stringere i tempi: “Vorremmo – ha detto il presidente di Confservizi Cispel - una legge chiara, basata sulle competenze dei comuni in forma associata e su un forte ruolo della Regione nel definire strategie e pianificazione, garantendo l’autonomia degli staff di direzione degli ATO futuri, in modo da superare il conflitto di interessi fra comuni regolatori e comuni soci”.
Molti gli interventi dei presidenti e amministratori delle società. Con alcuni elementi ben precisi: da un lato, è chiarissimo l'esito dei referendum e non può essere disatteso; dall'altro, occorrono tempi rapidi. Una preoccupazione condivisa anche dal consigliere regionale, Nicola Nascosti (PDL), che siede nei banchi dell'opposizione. Il quale ha sottolineato "la disponibilità a discutere, in tempi rapidi, in Consiglio regionale nuove regole, ma tenendo conto che la normativa deve avere una prima elaborazione nazionale".
L'assessore regionale Annarita Bramerini ha concluso la mattinata. Ha voluto sottolineare le forti criticità nel settore dell'acqua e ha chiesto una concertazione a tutti i livelli: da quello comunale e amministrativo, a quello gestionale e aziendale, a quello industriale e sindacale. Nelle prossime settimane saranno molte le riunioni con i vertici delle aziende direttamente interessate per cercare di trovare le misure normative più adeguate per gestire la transizione e non farsi trovare "spiazzati" dai cambiamenti che interverranno. L'assessore ha concluso sottolineando che il ruolo più significativo, tra i livelli amministrativi, riguarda i comuni, "perché rappresentano il terminale più vicino e più forte con i cittadini-elettori". Inoltre, sono proprio loro i primi che, in futuro, dovranno cercare di sciogliere le commistioni fra ruoli di controllo (applicazione del principio di terzietà) e forme di partecipazione alle aziende (proprietà).











