Fusti tossici al largo della Gorgona
Lunedì a Livorno incontro Rossi-Clini
"La verità sull’incidente, sul quale le autorità hanno inspiegabilmente taciuto per diversi giorni e la garanzia che si proceda rapidamente a recuperare e mettere in sicurezza l’enorme quantità di catalizzatori di ossidi di cobalto finita in mare e che potrebbe compromettere in modo molto grave l’ecosistema marino di tutto il Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, il Santuraio Pelagos e anche la costa maremmana". E’ quello che chiede Legambiente, che all’inizio dell’anno ha lanciato l’allarme sul fortissimo rischio d’inquinamento causato dal carico di sostanze infiammabili contenute in catalizzatori (45 tonnellate, 224 fusti contenenti ciascuno 200 kg di monossido di cobalto e molibdeno) finite in mare al largo dell’Isola di Gorgona a seguito di un incidente all’ecocargo “Venezia” della Grimaldi, il 17 dicembre scorso.
“La tempestiva risposta del Governo alla nostra richiesta di intervento per l’emergenza dei fusti tossici dispersi in mare è un concreto passo avanti. Al ministro Clini, con il quale ho parlato telefonicamente, voglio esprimere per questo il mio pieno apprezzamento”. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha commentato così la riunione convocata dal Ministero per lunedì prossimo presso la Prefettura di Livorno.
“Le cose, come auspicavamo, si sono mosse rapidamente – prosegue Rossi – e questo è bene per il nostro territorio e il nostro mare ed è positivo che a Livorno sarà presente anche la Protezione civile nazionale”.
La Regione parteciperà all’incontro di lunedì con i propri tecnici e con quelli di Asl, Arpat e del Lamma. Quest’ultimo metterà a disposizione il programma di mappatura della dispersione di inquinanti in mare messo a punto con il progetto Momar finanziato con i fondi europei erogati dalla Regione.
“A questo punto, oltre al completo recupero e alla relativa messa in sicurezza di tutto il materiale disperso – ha dichiarato Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente – diventa fondamentale anche escludere che eventuali sostanze tossiche possano entrare nella catena alimentare. Per questo è necessario informare in modo dettagliato i pescatori e le istituzioni dei comuni costieri sulle misure da adottare in caso di reperimento dei fusti, perché il fatto che contengano materiale infiammabile, lì rende molto pericolosi anche per l’incolumità delle persone”.
Legambiente Arcipelago Toscano aveva già chiesto, nei giorni scorsi, al ministero dell´Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di impegnarsi fortemente nella ricerca e nella difficile azione di recupero dei fusti ma anche che fossero accertate le responsabilità di questa incredibile vicenda.
“Quello che non ci spieghiamo – ha aggiunto Umberto Mazzantini, portavoce di Legambiente Arcipelago Toscano – è il perché gli armatori abbiano deciso di far salpare una nave con un carico così pesante e pericoloso senza nessuna precauzione e con condizioni meteorologiche decisamente avverse. Ricordo che in quei giorni il mare era forza 9/10 e il vento di libeccio tirava fino a 120 chilometri all’ora. Su quelle motivazioni è urgente fare chiarezza perché tutta la dinamica di questa vicenda è piuttosto sospetta”.











