Rugby, Amlin Cup quinta sconfitta
I Cavalieri Estra, a Prato, cedono ancora in una sfida di coppa. Servizio a cura di Gianmarco Mei
Un soleggiato pomeriggio ha fatto da piacevole sfondo all'ultima sfida casalinga europea contro l'Exeter. In un Lungobisenzio meno affollato rispetto ad altre occasioni, i tuttineri hanno chiuso con la terza sconfitta in altrettante gare interne. Un esito prevedibile, ma che lascia l'amaro in bocca per il punteggio con cui è maturato: un secco 50-10 meno onorevole rispetto alle doppia sfida precedente con Perpignan.
"Gli inglesi sono più forti, perchè il loro rugby è più fisico" spiega a fine gara mister Frati, il quale sottolinea che, rispetto alla sfida dell'andata, i suoi ragazzi sono riusciti comunque a migliorare il risultato. A Exeter infatti, i Cavalieri ne avevano prese addirittura 68, non riuscendo nemmeno a segnare un punto. "Per una squadra di Eccellenza come i Cavalieri, perdere 50-10 contro una formazione come gli Exeter è un buon risultato" conclude l'alleatore emiliano.
Con la trasferta in programma sabato prossimo a Newport (Galles) contro i Dragons, si chiuderà definitvamente la campagna europea dei tuttineri per quanto riguarda la stagione 2011\12. Sei partite prestigiose che se da un lato hanno permesso di portare a Prato grandi professionisti della pallaovale, dall'altro hanno evidenziato tutti i limiti del rugby italico rispetto a quello transalpino e d'oltrematica. Sul campo dei Dragons, Chiesa e compagni cercheranno di portare a casa almeno un punticino per non chiudere l'attuale campagna europea a quota zero. Un risultato che renderebbe sempre più sbiadito il ricordo dell'unica vittoria di Amlin della storia dei Cavalieri, risalente al 23 ottobre 2009 contro gli irlandesi del Connacht.
La partita. Dal punto di vista del ritmo di gioco, i Cavalieri hanno retto sessanta minuti. Per essere ancora più precisi, fino al minuto 66', ovvero fino a quando la meta tecnica degli inglesi non ha tagliato definitivamente le gambe ai padroni di casa, che nei 13 minuti finali hanno concesso altri tre affondi oltre la propria linea proibita. Per il resto, il primo tempo si è concluso 17-3 per gli inglesi, avanti grazie a due mete: l'una in cassaforte, l'altra grazie a un guizzo del numero 9, Kevin Barrett. I primi 20 minuti della ripresa sono decisamente il momento migliore dei Cavalieri. Scottati dalla meta di Foster arrivata all'inizio del secondo tempo, la truppa di De Rossi-Frati ha scodellato una grinta inaspettata. Il grande errore di Ngawini, reo di essersi mangiato una meta già fatta al 48', e la meta in cassaforte di Belardo 8 minuti dopo sono i frutti del grande quarto d'ora laniero, che aveva rimesso i padroni di casa sulla strada di una sconfitta onorevole. Peccato che nei 14 minuti finali la diga difensiva crolli del tutto, trasformando una sconfitta onorevole in una pesante: dopo la meta tecnica al minuto 66' arrivano in fila quelle di Muldonwey, Phipps e Mieres. Totale, 50-10.
Del bel pomeriggio all'insegna della palla ovale resteranno impresse le esibizioni del minirugby, le premiazioni del settore giovanile e la colorita tifoseria inglese. Giunti a Prato in un centinaio di unità, i supporters d'oltremanica hanno accompagnato i propri beniamini con cappelli fatti piume come quelli dei nativi americani, con tanto di accette gonfiabili e tamburi per accompagnare i cori d'inicitamento, sempre sullo stile degli indiani d'America. Una tinta di colore insolita per un pubblico, come quello pratese, abituato ai più comuni striscioni e ai solitari ululati di qualche ugola d'oro. Segno che anche dal punto di vista delle coreografie e del tifo, il rugby inglese stà decisamente un passo avanti.











