Industriali, sì liberalizzazioni e no accise energia
Misure del Governo, i giudizi dell'Unione Industriali Pratesi: promosse le liberalizzazioni, bocciati i provvedimenti sulle accise per l’energia elettrica
In una nota anche l'Unionone Industriali Pratesi si è espressa sulle misure adottate dal governo Monti. In primo luogo l'associazione degli imprenditori sul territorio pratese vede un quadro finalmente interessante: "nella valutazione delle misure assunte dal Governo va rimarcato favorevolmente in primo luogo lo straordinario attivismo, determinato dalle urgenze della crisi, ma anche conseguenza di scelte ben precise. Molti dei provvedimenti che, fatta salva la discussione in Parlamento, potrebbero diventare operativi a breve, sono ispirati ad una impostazione fortemente condivisibile: limitare le rendite di posizione, semplificare e rendere meno onerosi gli adempimenti a carico delle imprese, facilitare l’accesso e l’esercizio di attività imprenditoriale e professionali. In sostanza: modernizzare e dinamizzare meccanismi ingessati".
Quindi, elenca quelle misure che sono perfettamente in linea con l'impostazione lodata:
- zero costi e adempimenti per l’avvio di un’impresa;
- istituzione del “tribunale delle imprese”, cioè una corsia dedicata che minimizzi i problemi di accesso alla giustizia;
- vincoli alle pubbliche amministrazioni per il pagamento delle imprese che lavorano per loro, elemento critico anche per molte aziende pratesi soprattutto dell’edilizia.
Molto positiva viene giudicata dall'associazione di via Valentini anche la conferma che si profila nel futuro decreto “Milleproroghe” sulla presenza di un unico sindaco revisore per le società a responsabilità limitata.
Apprezzamento anche per la decisione della separazione fra Eni e Snam, misura che "appare indispensabile per ovviare alle pesanti penalizzazioni delle imprese italiane rispetto ai costi del gas, che proprio nell’aspetto del trasporto hanno un punto di “lievitazione” particolarmente ingente". Il primo passo da fare per eliminare l'anomalia tutta italiana era proprio scorporare la rete dal complesso dell’attività di Eni: pur con i tempi lunghi che si profilano, è questa la direzione, giusta e condivisibile, che va verso la liberalizzazione del mercato.
La criticità, secondo gli industriali, riguarda un elemento che rischia di abbattersi con effetti dirompenti sulle imprese pratesi più strutturate: la rimodulazione delle accise sull’energia elettrica.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha portato a compimento la revisione della materia, avviata dal precedente esecutivo con la soppressione delle addizionali provinciali e comunali alle accise sull’energia elettrica. La conclusione - fanno sapere da via Valentini -è che sono state rimodulate le imposte erariali, quindi di livello nazionale, aumentando di fatto l’imposizione fiscale sulle imprese comprese fra i 200.000 kWh e il 1.200.000 kWh di consumi mensili. In sostanza: le imprese al di sotto di tale soglia hanno un piccolo risparmio; le imprese al di sopra della soglia continuano a non avere alcuna imposizione fiscale; le imprese comprese fra i due valori avranno degli aggravi significativi.
Per dare un’idea, delle 80 aziende del Consorzio Prato Energia, 15 rientrano in questa categoria ed avranno una penalizzazione complessiva di 300.000 euro l’anno; le 65 aziende al di sotto della soglia dei 200.000 kWh risparmieranno 30.000 euro; saldo finale per le imprese consorziate, 270.000 euro in più da versare all’erario.
L’Unione Industriale Pratese reputa sbagliato e grave che si penalizzino in questo modo imprese che costituiscono quella taglia “media” in cui si riconosce non solo un punto di forza del paese, ma anche un obiettivo da raggiungere da parte di imprese più piccole.
Perciò, dati alla mano e facendo seguito anche a prese di posizione contrarie assunte da Confindustria, l’Unione Industriale pratese fa sapere di essere pronta a scrivere ai parlamentari espressi dal territorio, rimarcando la gravità di un provvedimento che rischia da solo di compromettere i benefici che potrebbero derivare dalle liberalizzazioni e da altre misure. Anche gli industriali pratesi chiederànno ai parlamentari di far propria la posizione confindustriale e di impegnarsi ad ovviare alla situazione in sede di elaborazione degli emendamenti e di discussione in Parlamento.











