Atletico Arezzo
L'Associazione Sportiva Dilettantistica Atletico Arezzo è la principale società calcistica di Arezzo
Fondata nel 1923, fallì durante la stagione 1992-93 con il nome di Unione Sportiva Arezzo e venne rifondata nell'estate del 1993, ripartendo dal Campionato Nazionale Dilettanti. Nella stagione 2009-10 ha militato nel girone A del campionato di Lega Pro Prima Divisione. Dopo non aver ottemperato all'iscrizione per il campionato 2010-2011, partecipa al campionato di serie D con il nome di Atletico Arezzo.
Storia sportiva
E' nella stagione 1965-66 che l'Arezzo regala ai propri tifosi la prima promozione in Serie B, dopo 40 anni di militanza nei campionati di serie C o inferiori.
La permanenza tra i cadetti dura una sola stagione. Nel 1968-69 giunge la seconda promozione. L'anno dopo la salvezza arriva per un soffio, con l'Arezzo che giunge 14° dopo aver collezionato ben 24 pareggi, dei quali 17 per 0-0. Gli anni a seguire sono più interessanti: nel 1970-71 la squadra si piazza settima; l'anno dopo giunge uno degli uomini più importanti e famosi per l'Arezzo, Francesco Graziani, che trascina la comitiva a suon di gol. Nel 1974-75 l'Arezzo torna in serie C. Il ritorno tra i cadetti arriva solo sette anni dopo, al termine della stagione 1981-82, con la squadra allenata dall'ex-goleador interista Antonio Valentin Angelillo e trascinata dal bomber Tullio Gritti. La stagione è preceduta dalla conquista della Coppa Italia di Serie C, nel giugno 1981, dove l'Arezzo supera in finale la Ternana (0-1 a Terni e 2-0 dopo i tempi supplementari ad Arezzo). L'anno dopo gli amaranto guadagnano un'ottima salvezza, ma la stagione d'oro è il 1983-84, quando l'Arezzo giunge quinto, a soli 5 punti dalla zona promozione. Nel 1987-88 l'ennesima delusione: la società costruisce un organico da A e alla fine l'Arezzo sprofonda in C1. L'U.S. Arezzo disputa la sua ultima stagione sportiva nel 1992-93 che culmina con il fallimento e l'esclusione dal campionato in corso.
Torna allora alla ribalta "Ciccio" Graziani, che con altri soci fonda l'Associazione Calcio Arezzo e riesce ad iscriverla al Campionato Nazionale Dilettanti. Nel 1995-96 arriva sulla panchina amaranto il pressoché sconosciuto Serse Cosmi. Il nuovo mister compie un autentico miracolo: a fine stagione l'Arezzo ha stravinto il proprio girone volando in C2, mentre nel 1997-98 si aggiudica i play-off (eliminando il Teramo in semifinale e lo Spezia in finale a Pistoia) del girone B e torna in C1. Il gruppo di Cosmi è una squadra tonica: guidata dal bomber Corrado Pilleddu, dall'indimenticabile capitano Lauro Minghelli (stroncato nel 2004, a 31 anni, dal Morbo di Gehrig e a cui i tifosi dell'Arezzo hanno recentemente dedicato la curva sud), dal trequartista ex-Lazio Roberto Bacci. Nel 1999-2000, trascinato dai goal del felsineo Fabio Bazzani, fallisce la promozione in B ai play-off (fermato dall'Ancona in semifinale) e per la stagione successiva, mentre Cosmi si è accasato al Perugia, chiama l'ex campione del mondo Antonio Cabrini in panchina. Ottimo campionato terminato con la sconfitta ai play-off (ancora in semifinale, stavolta contro il Livorno). Le stagioni seguenti saranno deludenti: con l'Arezzo salvo ai play-out nel 2001-02 (vittoria sulla Carrarese 1-2 e 3-0) e ripescato, dopo essersi piazzato ultimo, nel 2002-03. L'anno successivo il presidente chiama in panchina Mario Somma, che stupisce tutti: l'Arezzo, guidata dal nuovo bomber Elvis Abbruscato e dal capitano Matteo Serafini, stravince il girone A della Serie C1 e dopo 16 anni torna in Serie B. A fine stagione l'Arezzo si incontra col Catanzaro, vincitore del girone B, per la Supercoppa di Lega Serie C1, e vince rifilando un 3-0 agli avversari in casa e un 1-0 in Calabria. La stagione 2004-05, con Pasquale Marino in panchina, permette all'Arezzo una pur difficile salvezza, grazie al 3-0 imposto al Vicenza nell'ultima di campionato. Nella stagione 2005-06 l'Arezzo, passato sotto la guida di Elio Gustinetti e guidato dai goal di Antonio Floro Flores, guadagna ben presto la matematica salvezza (obiettivo principale) e conclude brillantemente il campionato al settimo posto, mancando unicamente per la differenza reti l'accesso ai play-off.
CALCIOPOLI
Il 14 agosto 2006 viene appresa la notizia che il procuratore della FIGC Stefano Palazzi ha richiesto il deferimento della società amaranto a seguito di un'intercettazione telefonica relativa all'incontro di serie B 2004-05 Arezzo-Salernitana (giocata il 14 maggio 2005 e vinta dall'Arezzo 1-0 con rete di Gionatha Spinesi al 10'). Uno dei guardalinee di quella partita, Stefano Titomanlio, dichiarava nel colloquio telefonico a Leonardo Meani (addetto agli arbitri del Milan) di aver aiutato gli amaranto in un momento di maggior pressione dei campani. Palazzi chiede e ottiene così il deferimento dell'Arezzo per "presunta responsabilità in illecito", in quanto «non vi è fondato dubbio che la società Arezzo non fosse a conoscenza del tentativo di illecito posto in essere attraverso il tentativo di alterare il risultato di Arezzo-Salernitana». A tal proposito Palazzi chiede la retrocessione dell'Arezzo in Serie C1 con 3 punti di penalizzazione. Tuttavia la sentenza emanata il 18 agosto 2006 dalla Commissione di Appello Federale è più lieve per l'Arezzo, confermandolo in Serie B, ma penalizzandolo in un primo momento di 9 punti nella classifica del campionato cadetto 2006-07. La società amaranto ricorre a quel punto in appello, riuscendo però ad ottenere solo una diminuzione dei punti di penalizzazione da 9 a 6.
Ai nastri di partenza del campionato cadetto 2006-2007 con una penalizzazione di certo non lieve per una squadra che mira in primo luogo alla salvezza, l'Arezzo fatica all'avvio di stagione. Alla guida di Antonio Conte (alla sua prima esperienza da allenatore), la squadra amaranto parte male, con 5 pareggi e ben 4 sconfitte nelle prime 9 giornate. Il 31 ottobre Conte viene addirittura esonerato e sostituito da Maurizio Sarri. Nemmeno l'esordio del nuovo mister è confortante, con tre sconfitte consecutive. Il 2 dicembre contro il Pescara giunge la prima vittoria: un 4-1 che, per quanto conseguito contro una squadra anch'essa in crisi restituisce fiducia alla compagine toscana, permettendole di abbandonare la zona con il "segno meno". La vittoria rilancia l'Arezzo che, dopo aver perso con la capolista Piacenza, espugna il Bentegodi (1-0 al Verona) e pareggia con il Crotone. Il 23 dicembre all'Olimpico di Torino gli amaranto riescono a rimontare 2 gol (doppietta di Martinetti) alla Juventus, costringendola al primo pareggio in casa della stagione. Al recupero in campionato dell'Arezzo, fa eco il cammino in Coppa Italia. Eliminate ai primi due turni due compagini di Serie C1 quali Perugia e Venezia, l'Arezzo estromette dalla competizione due squadre di Serie A, l'Udinese e il Livorno. Contro i labronici l'Arezzo ottiene, per la prima volta nella sua storia, l'accesso ai quarti di finale, dove è l'unica squadra di Serie B rimasta. La partita di andata contro il Milan, giocata al Meazza, si conclude con una sconfitta per 2-0. Nella partita di ritorno, disputata allo Stadio Città di Arezzo, la squadra aretina è eliminata, ma consegue comunque una prestigiosa vittoria per 1-0 (gol di Antonio Floro Flores e con una incredibile traversa colpita da Goretti). Con il 2007, invece, la squadra incontra nuovamente delle difficoltà. Dopo prove poco confortanti, l'Arezzo torna in fondo alla classifica e il 14 marzo, all'indomani dell'ennesima sconfitta (0-2 in casa della Triestina), il presidente Mancini richiama in panchina Antonio Conte. Trascinato dai goal delle punte Floro Flores, Martinetti e Volpato, l'Arezzo scavalca il Crotone e si porta al terz'ultimo posto in classifica, a ridosso di Verona, Spezia, Modena e Triestina, in piena lotta per la salvezza. Il 12 sul campo del già retrocesso Crotone, gli amaranto vincono nuovamente (2-1), portandosi a ridosso della zona play-out. Il 19 maggio (39° di campionato) l'Arezzo deve momentaneamente arrestare la propria rincorsa, trovandosi di fronte, al Città di Arezzo, la Juventus, che deve vincere per tornare in Serie A. La gara non ha storia (nonostante un buon avvio degli amaranto) e la Juventus vince per 5-1. La sconfitta non demoralizza l'Arezzo: il 26 maggio gli amaranto vincono nuovamente, stavolta contro il Rimini al Neri per 2-0. A 180 minuti dalla fine del campionato gli amaranto hanno tutte le carte in regola per sperare di agguantare i play-out. Ma il 3 giugno i piani aretini sono scombussolati da un deludente pareggio interno per 0-0 contro il Modena (anch'esso in lotta per la salvezza). L'Arezzo gioca proprio contro il Treviso, al Tenni, e deve assolutamente vincere per raggiungere il Verona ai play-out, sperando che lo Spezia non vada oltre il pari a Torino contro la Juventus. Le cose paiono mettersi bene: gli amaranto vincono agevolmente (3-1) in casa di un Treviso già salvo, mentre lo Spezia sta pareggiando per 2-2 in casa della Juventus. Ma al 44' del secondo tempo giunge da Torino la notizia che i supporters amaranto non avrebbero mai voluto sentire: Padoin ha infatti segnato la terza rete per lo Spezia, che chiude vittorioso il match contro la Juventus e costringe l'Arezzo alla retrocessione. La delusione per gli amaranto è cocente (specie per lo strepitoso recupero di fine campionato, con ben 8 vittorie, 1 pareggio e 1 sola sconfitta): il più provato è il mister Antonio Conte, che critica aspramente la sua ex-squadra, la Juventus, per la clamorosa sconfitta in casa contro lo Spezia.
L'Arezzo, tuttavia, non è ancora definitivamente condannato alla C1: già da mesi, infatti, la squadra amaranto aveva presentato ricorso al T.A.R. del Lazio contro i 6 punti di penalizzazione. Dopo diversi rinvii, il tribunale amministrativo pronuncia la propria sentenza il 13 giugno 2007: è un verdetto amaro per l'Arezzo, cui viene respinto il ricorso. Stavolta la retrocessione è cosa certa. Comunque, il sodalizio amaranto lascia la cadetteria in maniera assolutamente onorevole. Senza la penalizzazione, il club avrebbe conquistato la salvezza immediata.
STAGIONI 2008-2010
Nella stagione 2007-08 l'Arezzo ha militato nel girone B del campionato di serie C1. A fine stagione la squadra si è piazzata al sesto posto con 53 punti, a pari merito con Perugia e Pescara, e mancando la qualificazione ai play-off unicamente per la differenza reti. Il 9 ottobre 2007, intanto, l'Arezzo aveva subito una nuova penalizzazione, stavolta di 3 punti: accogliendo le richieste del procuratore Palazzi (penalizzazione di 3 punti, nonché inibizione del presidente Mancini per 1 anno e ammenda di 15.000 euro), la Commissione Disciplinare della FIGC ha punito la società toscana per essersi rivolta, durante la stagione precedente, alla giustizia sportiva in un momento in cui i regolamenti lo vietavano.
La società ha presentato ricorso, accolto il 6 dicembre dalla Corte di Giustizia Federale, che ha restituito i tre punti in classifica e annullato sia la multa di 15.000 euro sia l'inibizione al Presidente Piero Mancini. Il 19 giugno 2008, tuttavia, piove una nuova tegola sull'Arezzo: il presidente Piero Mancini viene arrestato per presunta frode informatica e telefonica. A Mancini il pubblico ministero di Arezzo contesta il reato di riciclaggio e concorso esterno in associazione per delinquere.
Nella stagione di Lega Pro Prima Divisione 2008-2009, gli amaranto hanno agguantato il quarto posto finale, guadagnandosi l'accesso ai play-off contro il Crotone. Che però non hanno avuto storia: i calabresi si sono imposti sia Ad Arezzo (1-2) che a Crotone (0-4). Nel 2009-2010 con la squadra totalmente rinnovata ottiene la quarta posizione con 61 punti, cederà ai play offs alla Cremonese perdendo in casa (0-2) e vincendo fuori (2-1).
ATLETICO AREZZO
Il 16 giugno 2010 la società comunica sul proprio sito di non essere in grado di adempiere agli impegni previsti per il 25 giugno 2010 che consentirebbero il regolare proseguimento della gestione. Il 30 giugno la società si iscrive con riserva in Lega Pro I divisione. Per mancanza di liberatorie è però respinta in prima istanza dalla Lega.
Nasce l'ASD Atletico Arezzo: Marco Massetti patron dell'azienda aretina COMAS (investigazioni finanziarie e affini) ricopre il ruolo di presidente, coadiuvato dal vice Daniele Lami proveniente dalla milanese ANIMA (società di gestione del risparmio). La squadra viene iscritta al campionato di Serie D ed inserita nel girone E. Alla direzione sportiva si avvicendano prima Giuliano Sili e poi Andrea Mangoni. Rientra in società anche Domenico Neri carismatico capitano negli anni 80' in serie B.











