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Stemma Fiorentina
 
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ACF Fiorentina (Associazione Calcio Firenze nel 1926, Associazione Calcio Fiorentina nel 1927 e Florentia Viola nel 2002) prima società calcistica di Firenze

 

Nel corso della sua storia, fu per due volte campione d'Italia, nel 1955-56 e nel 1968-69. Vinse inoltre sei Coppe Italia ed una Supercoppa italiana. In ambito internazionale, la Fiorentina è stata la prima squadra italiana ad vincere una competizione UEFA, la Coppa delle Coppe nel 1960-61, e una delle dodici squadre europee che hanno disputato le finali di tutte le tre principali competizioni gestite dall'UEFA: la Coppa dei Campioni (nel 1956-57, prima squadra italiana a raggiungere la finale nella massima competizione continentale), la Coppa delle Coppe (nel 1960-61 e nel 1961-62) e la Coppa UEFA (nel 1989-90).
Il 26 agosto 1926, con la fusione tra Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas e Club Sportivo Firenze, venne fondata in uno studio notarile l'Associazione Calcio Firenze; il primo incontro ufficiale della nuova società si tenne nello stadio di via Bellini, primo impianto usato dai Viola, il 3 ottobre 1926 contro il Pisa, vinto per 3-1 e valevole per il campionato di Prima Divisione, terminato al sesto posto su dieci partecipanti. La prima maglia ufficiale era inquartata bianca e rossa, colori sociali di Firenze e dei club da cui è originata la Fiorentina.
Dopo la promozione a tavolino del 1927-28, i Gigliati disputarono la prima stagione nella massima serie, la Divisione Nazionale, terminata all'ultimo posto in classifica; nonostante il regolamento prevedesse per loro la Prima Divisione, vennero ripescati ed inseriti in Serie B. Il 22 settembre 1929, in una amichevole con la Roma, la squadra toscana indossò per la prima volta maglie di colore viola, per volontà del marchese Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano, primo presidente della Fiorentina. I Viola vinsero il campionato 1930-31, a pari merito con il Bari, ottenendo così la promozione in Serie A.
Il 13 settembre 1931, con la partita contro l'Admira Vienna, terminata 1-0, venne inaugurato lo Stadio Giovanni Berta, futuro "Artemio Franchi"; la prima stagione viola nella nuova struttura terminò al quarto posto. Anche gli anni successivi videro la Fiorentina stazionare nelle zone alte della classifica: il terzo posto nel 1934-35, lottando con le prime due classificate, consentì alla Fiorentina di esordire nelle competizioni europee. Era il 16 giugno 1935 a Budapest, con l'incontro di Mitropa Cup Fiorentina-Újpest, vinto per 2 a 0. Nel 1937-38,la Fiorentina retrocesse ma con il primo posto nella successiva stagione di Serie B ritornò subito in Serie A.[21] Nel 1939-40, la Fiorentina conquistò il primo trofeo della sua storia, la Coppa Italia, vincendo in finale contro il Genoa 1-0, con rete di Celoria.
Con la ripresa della Serie A, nel 1946-47 la Fiorentina riuscì a salvarsi nelle ultime giornate. Ma cominciò una crescita progressiva in termini di risultati. La definitiva consacrazione della società avvenne nella stagione 1955-56 quando, allenata da Bernardini, vinse il suo primo scudetto, con cinque giornate di anticipo. I titolari di quella squadra erano Sarti, Cervato, Magnini, Rosetta, Gratton, Segato, Chiappella, Montuori, Julinho, Virgili e Bizzarri.
La vittoria della Serie A consentì ai Viola di partecipare alla Coppa dei Campioni; i Gigliati, superando gli svedesi dell'IFK Norkkoping, gli svizzeri del Grasshoppers e gli slavi della Stella Rossa Belgrado, senza mai perdere una partita,[28] arrivarono in finale, dove, il 30 maggio 1957 al "Santiago Bernabéu", vennero battuti dal Real Madrid per 2-0,con reti di Di Stéfano, su un rigore dubbio, e di Gento.
Dalla stagione 1956-57, la Fiorentina si classificò per quattro volte consecutive al secondo posto, arrivando inoltre due volte in finale di Coppa Italia, sconfitta nel 1958 dalla Lazio per 1-0 e nel 1959-60 dalla Juventus per 3-2. Nella stagione 1960-61, il club, guidato da Hidegkuti, vinse sia la coppa nazionale, superando la Lazio 2-0, con gol di Petris e Milan, sia la Coppa delle Coppe, battendo nella doppia finale i Rangers Glasgow. Fu con questa vittoria la prima squadra italiana a vincere un trofeo internazionale.[30] I Gigliati arrivarono in finale di quest'ultima competizione anche l'anno successivo, venendo battuti dal Atlético Madrid per 3 a 0 nella ripetizione dell'incontro.[30]
Per tutti gli anni '60,  la Fiorentina stazionò nelle prime posizioni della Serie A, in particolare tra il terzo ed il sesto posto. Raggiunse la finale della Coppa Mitropa nel 1965, sconfitta 1 a 0 dal Budapesti Vasas; vinse però questo trofeo la stagione seguente, battendo in finale il 19 giugno gli sloveni del Jednota Trenčín per 1 a 0.Nella stessa stagione, la squadra gigliata vinse anche la sua terza Coppa Italia. Il secondo titolo nazionale venne conquistato nel 1968-69, davanti a Cagliari e Milan, con in panchina l'argentino Pesaola. La formazione viola comprendeva Superchi, Brizi, Ferrante, Rogora, Mancin, De Sisti, Esposito, Rizzo, Merlo, Maraschi e Amarildo, con Chiarugi spesso impiegato a partita in corso.[34]
Tra le stagioni 1974-75 e 1975-76, i Gigliati tornarono a vincere: conquistarono la loro quarta Coppa Italia nel giugno 1975, sconfiggendo il Milan 3-2, con reti di Casarsa, Guerini e Rosie la Coppa di Lega Italo-Inglese, battendo il West Ham. Dopo il terzo posto della Serie A 1976-77, la Fiorentina rischiò la retrocessione nel 1978-79, rimanendo nuovamente nella massima serie per differenza reti.[39]
Nel 1981-82 i Viola, con giocatori come Galli, Antognoni (che rimase a lungo fermo per un infortunio alla testa), Massaro, Bertoni e Graziani, contesero fino all'ultima giornata, lo scudetto alla Juventus. Nelle stagioni successive, il rendimento dei Viola fu sempre alto, piazzandosi spesso nelle prime posizioni ed arrivando per due anni consecutivi in semifinale di Coppa Italia, nel 1984-85 e nel 1985-86.Dalla stagione 1986-87 cominciò un progressivo declino della squadra; il miglior piazzamento di questi anni fu un settimo posto nel 1988-89, che permise alla Fiorentina, dopo uno spareggio con la Roma, di partecipare alla Coppa UEFA dell'anno successivo, torneo concluso in finale, battuta dalla Juventus.[40]
Nel 1990, dopo notevoli polemiche per la cessione di Baggio alla Juventus,[43] la società fu ceduta a Mario Cecchi Gori.Nel 1992-93, dopo 54 anni nella massima serie italiana, i Gigliati retrocedettero in Serie B, ottenendo tuttavia l'ammissione in Serie A dopo un anno.[44] Il nuovo ciclo, cominciato nel novembre 1993 con la presidenza di Vittorio Cecchi Gori, figlio di Mario, ebbe risultati altalenanti in campionato nelle stagioni successive, arrivando due volte al terzo posto, nel 1995-96 e nel 1998-99, vincendo la Coppa Italia nel 1996 contro l'Atalanta, con Batistuta protagonista del torneo con 8 reti, e la Supercoppa italiana, superando 2-1 il Milan a San Siro, con doppietta dell'argentino.Nella stagione 1999-2000, la Fiorentina tornò in Coppa dei Campioni, uscendo nella seconda fase a gironi.[44] La sesta coppa nazionale venne conquistata nel 2000-01, vincendo entrambe le gare 1-0.
Nell'estate 2001, il tribunale civile di Firenze avviò una procedura di fallimento a carico della Fiorentina, che, nonostante le cessioni dei giocatori più illustri come Batistuta, Rui Costa e Toldo, versava in una grave crisi di bilancio. In questa difficile situazione finanziaria, nel 2001-02 la Fiorentina arrivò penultima e retrocedette nel campionato cadetto. A causa dei mancati pagamenti degli stipendi di calciatori e dell'impossibilità di sostenere gli sforzi economici relativi alla partecipazione al campionato, la società non potè iscriversi alla Serie B e venne in seguito dichiarata fallita.
Il 1 agosto 2002 venne fondata la Fiorentina 1926 Florentia da Leonardo Domenici, sindaco di Firenze; la nuova società, che venne iscritta alla Serie C2, venne poi acquistata da Diego Della Valle e rinominata Florentia Viola. Il campionato venne vinto dai Viola, che, in seguito al caso Catania, vennero promossi direttamente in Serie B per meriti sportivi e per bacino d'utenza. Il 15 maggio 2003, Della Valle acquistò il marchio ed i colori della vecchia A.C. Fiorentina. Il 19 maggio la Florentia Viola tornò ad assumere ufficialmente il suo vecchio nome, diventando ACF Fiorentina.
La stagione 2003-04 vide la Fiorentina tornare in Serie A, dopo il sesto posto in campionato e lo spareggio contro il Perugia.Dopo una salvezza ottenuta all'ultima giornata nel 2004-05, i Viola furono coinvolti in Calciopoli, che li penalizzò sia nella stagione 2005-06, estromettendoli dalle coppe europee, sia in quella successiva, che, nonostante i 15 punti di penalizzazione, li vide qualificarsi alla Coppa UEFA 2007-08, conclusa in semifinale contro i Rangers Glasgow. Nelle successive stagioni, guidata da Prandelli, ottenne per due volte la qualificazione alla Champions League, arrivando agli ottavi di finale nel 2009-10.
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